Attualità

Nuovo contratto Trasporto Ferroviario. Interviene Federconsumatori

L'associazione spiega i pro e i contro del nuovo contratto di servizio

Nei giorni scorsi Federconsumatori Sicilia ha inviato una nota alla Presidenza della Regione e all'Assessorato Regionale ai Trasporti in merito al nuovo Contratto di Servizio sul Trasporto Pubblico Ferroviario di Interesse Regionale e Locale con Trenitalia S.p.A. per il periodo 2017-2026.

L'associazione di tutela dei diritti dei consumatori mette nero su bianco quelli che sono, a suo avviso, gli aspetti positivi del contratto e quelli negativi. Innanzitutto è positivo il fatto che il contratto sia stato firmato e che non sia completamente aderente alla prima bozza visionata da Federconsumatori a fine dicembre 2017. Ad esempio, è stato previsto un finanziamento a carico di Trenitalia (seppur minimo) per le attività di verifica dei parametri del Contratto di Servizio svolte anche dalle associazioni di tutela dei consumatori.

A preoccupare Federconsumatori, però, è la mancanza del meccanismo del “price cap” all'interno del CdS. Questo meccanismo lega gli aumenti del costo dei biglietti agli investimenti fatti dall'azienda. Nel CdS c'è un riferimento troppo vago e non vincolante: sono previsti aumenti tariffari negli anni 2020, 2022, e 2024 e sono pari al +10% per ciascun anno ma sono “correlati” e non vincolati all'avvio e al completamento del programma di investimenti in materiale rotabile (cioè motrici e vagoni). Qualora la Regione dovesse bloccare tali incrementi, però, Trenitalia potrebbe chiederle di pagare i mancati introiti. Infine, anche qualora la Regione non blocchi gli aumenti tariffari prestabiliti, se i ricavi previsti per Trenitalia dal Piano Economico Finanziario (PEF) del CdS saranno inferiori alle attese ciò potrebbe portare a maggiori costi per la Regione o ad una riduzione del servizio.