Politica

Acate, lo sfogo del sindaco uscente Raffo

Raffo denuncia la "congiura del dissesto"

Il sindaco di Acate Francesco Raffo a chiusura della sua esperienza amministrativa ha voluto sintetizzare in un comunicato stampa i suoi cinque anni di governo della città. "Il nuovo Sindaco troverà sul suo tavolo serie, puntuali e veritiere relazioni. Troverà milioni di Mutui che noi abbiamo trovato e pagato e che anche lui sarà condannato a pagare ancora per molti anni.

Unica cosa certa: non troverete di noi nessun mutuo e nessun debito. Ritardi nei pagamenti di alcuni fornitori. Studiate e capirete il perché. Acate è molto cambiata in pochi anni: siamo passati da 8 a 12.000 (quelli censiti), Marina di Acate è un’altra città, forse più numerosa di Acate e con più problemi! I dati sono stati e rimangono allarmanti: il 50% della popolazione è sotto la soglia della povertà. Le aziende del nostro territorio al 95% sono in mano a imprenditori forestieri, come tutti i magazzini e la mano d’opera. Ad Acate resta poco.

Ci restano solo i problemi e la spazzatura, anche se le telecamere, gentilmente donate dall’azienda Planeta, ci aiutano a controllare. Molti cittadini non hanno pagato le tasse e non le pagheranno mai, perché non possono. Raffo elenca una lunga serie di problemi e poi avanza delle proposte che per essere portate avavnti necessitano di coraggio e capacità progettuale. Purtroppo ci sono grossi interessi dietro questi problemi. Raffo accusa alcuni consiglieri di aver distrutto le Scuole dell’Infanzia, la mensa per gli alunni, la casa Albergo per gli anziani, il centro accoglienza dei bambini orfani e/o H, il Banco alimentare, ecc, ecc. E fatto perdere al Comune grosse entrate, oltre che grandi risparmi, anche per le famiglie e per la comunità scolastica.

Secondo Raffo il Consiglio uscente doveva essere sciolto prima per omertà e cultura mafiosa. Noi abbiamo continuato a lavorare - dichiara ancora Raffo - abbiamo inaugurato il Potabilizzatore e l’acqua della Diga, il Progetto europeo del Depuratore è stato portato a Palermo, è partito l’Asilo Nido. Chi verrà dopo di noi sarà obbligato a lavorare 18 ore al giorno, studiare e, ironia della sorte, completare quello che stiamo lasciando. Altrimenti sarà impossibile tagliare le tasse e consentire a tutti di pagare. Per fare chiarezza ancora una volta sulle finanze del Comune Raffo invierà tutti i documenti alle Autorità e chiederò al Ministero delle Finanze l‘invio degli Ispettori.

In una conferenza stampa spiegherò meglio e con dovizie di particolari la “Congiura del Dissesto”. Le calunnie, le lettere con minacce di morte a me e agli assessori, le aggressioni ai nostri funzionari ed esperti hanno condizionato pesantemente il lavoro amministrativo, la nostra serenità e la nostra salute. Noi siamo qui. Continueremo a lottare per la nostra comunità, soprattutto sui problemi come l’Agricoltura, l’Acqua, la Spazzatura, l’Efficientemento energetico, i progetti europei.