Cronaca

Sbarco Pozzallo, arrestate undici persone

Uno scafista aveva costretto un bambino a dire che era il figlio

La polizia ha fermato a Pozzallo i due scafisti tunisini delle due imbarcazioni soccorse lo scorso fine settimana e che hanno portato 296 migranti. Si tratta di Haitem Dahman, 35 anni e Chaded Lassad di 34.

Secondo alcune testimonianze raccolte dagli investigatori, uno dei due arrestati, avrebbe minacciato un ragazzino di 12 anni che viaggiava da solo per costringerlo a dire che era il figlio così da non essere sospettato e poi espulso dall’Italia. Una coraggiosa donna della Costa d’Avorio si è avvicinata ad uno dei poliziotti ed ha riferito tutto alla squadra mobile di Ragusa. Con assoluta discrezione il bambino veniva separato, con la scusa del gioco, dal presunto padre ed una volta lontano veniva messo a suo agio così da raccontare la verità. Lui ha 12 anni ed è andato via dalla Tunisia ma non lo conosce quel signore, lui è stato minacciato.

“Devi dire che sei mio figlio altrimenti mi mandano di nuovo in Tunisia”. Lo scafista aveva adottato questo sistema per eludere le indagini ed evitare il rimpatrio in Tunisia perché i minori non possono essere espulsi quindi sperava di poter restare qui con la scusa di essere il padre. Nonostante questo tentativo, il minore è stato affidato ad una comunità mentre lo scafista è stato condotto in carcere ed al termine della sua permanenza presso l’Istituto di Pena dovrà tornare in Tunisia. Dalle indagini è emerso che i migranti sono partiti dalla Tunisia in quanto volevano raggiungere l’Europa perché in scarse condizioni economiche e hanno pagato mediamente 1.000 euro. La Squadra Mobile di Ragusa oltre ad aver indagato per individuare gli scafisti, ha condotto approfondite indagini in ordine a tutti i tunisini sbarcati già espulsi dal territorio italiano.

Dagli accertamenti effettuati la Squadra Mobile ha appurato che decine di tunisini erano già stati in Italia ed avevano commesso reati, soprattutto al nord Italia oppure erano già stati espulsi, alcuni poche settimane fa. Al termine delle indagini, sono ben 9 i soggetti destinatari di provvedimenti giudiziari e che pertanto sono stati arrestati: 7 sono stati arrestati per aver fatto ingresso in Italia dopo l’espulsione, mentre 2 sono stati arrestati perché su di loro pendeva un mandato di cattura per aver commesso in Italia traffico di stupefacenti, rapina e lesioni. Tutti e 9 i soggetti sono stati arrestati e condotti presso il carcere di Ragusa a disposizione della Procura della Repubblica iblea.