Attualità

Cosa è cambiato 20 anni dopo la tragedia di Sarno

Convegno dei geologi a Salerno

Era la notte tra il 5 e 6 maggio 1998 quando una vasta colata di fango causava la morte di 160 persone nei comuni di Sarno, Siano, Bracigliano (in provincia di Salerno) e Quindici (Avellino).

“A venti anni da quel terribile 5 maggio del 1998 abbiamo riunito il gotha degli studiosi e delle istituzioni insieme ai rappresentanti delle principali forze politiche per fare il punto sullo stato dell’arte in materia di difesa del suolo e per consegnare alla politica idee e proposte per la messa in sicurezza del Paese, affinché non ci siano altre Sarno”. Queste le parole di Francesco Peduto, Presidente del Consiglio dei Geologi intervenendo nel corso del convegno “20 anni dopo Sarno: cosa è cambiato”, organizzato dal Consiglio Nazionale dei Geologi, dall’Ordine dei Geologi della Regione Campania e dall’Associazione Italiana di Geologia Applicata, sabato 5 maggio 2018, giorno in cui ricorre il ventesimo anniversario della tragedia, presso il Grand Hotel di Salerno.

In questi anni sono state fatte cose importanti e altre meno, ma sono ancora tante le azioni da mettere in campo per conseguire compiutamente l’obiettivo della messa in sicurezza dei territori e della tutela della pubblica incolumità, anche attraverso la realizzazione di opportune misure di ‘prevenzione civile’, non più derogabili, tenuto conto anche dei cambiamenti climatici in atto. Il Paese ha già pagato un tributo notevole in termini di perdita di vite umane, di distruzioni e di degrado del territorio, dunque, è necessario ottenere, oltre a una forte responsabilizzazione collettiva, delle risposte più mature e concrete dalla classe politica” conclude il Presidente del CNG.

Al centro del convegno c’è il tema del rischio alluvioni e frane nel nostro Paese, oltre a quello della politica di gestione e mitigazione del rischio idrogeologico.