Salute

Meningite, uomo ricoverato a Cagliari: 9 casi in Sardegna

Dalla fine del 2017 ai primi mesi del 2018

Un sospetto caso di meningite è stato registrato in Sardegna. Il paziente ricoverato per un sospetto caso di sepsi da meningococco è stato ricoverato all'ospedale Sirai di Carbonia, nel Sulcis, tra il 24 e il 25 aprile e trasferito d'urgenza all'ospedale SS. Trinità di Cagliari.

Le condizioni del paziente, un operaio di 41 anni, al momento del suo ricovero al Sirai non destavano preoccupazioni e solo dopo le analisi è risultata la diagnosi di meningococco. Attualmente l'uomo si trova nel reparto di malattie infettive del SS. Trinità, in buone condizioni, anche grazie alla rapida diagnosi. Nel frattempo il servizio di igiene e sanità pubblica di Carbonia ha già avviato la profilassi, come previsto in questi casi, per tutte le persone che sono state a stretto contatto con l'uomo. Con quest'ultimo episodio salgono a nove i casi di meningite registrati in Sardegna tra la fine del 2017 e i primi mesi del 2018, due i morti.

La meningite è una malattia del sistema nervoso centrale, generalmente di origine infettiva, caratterizzata dall'infiammazione delle meningi (le membrane protettive che ricoprono l'encefalo e il midollo spinale); è la più frequente sindrome infettiva del sistema nervoso centrale. Qualora l'infiammazione coinvolga anche il parenchima cerebrale, si definisce meningoencefalite. Può essere causata da batteri, virus o altri microrganismi, e meno frequentemente riconosce un'eziologia neoplastica, autoimmune o iatrogena (da farmaci). Può essere altresì classificata a seconda del suo andamento in acuta, subacuta o cronica; le varie forme riconoscono cause in genere differenti.

La gravità di una meningite è molto variabile: da forme asintomatiche o subcliniche, per esempio nel contesto di malattie sistemiche, a episodi fulminanti, che mettono a rischio immediatamente la vita, e si configurano come emergenze mediche. Il quadro clinico di una meningite acuta si fonda sulla classica triade costituita da febbre, cefalea e rigidità nucale; a questi sintomi si aggiungono, con diversa frequenza, contratture muscolari, vomito a getto, alterazioni dello stato di coscienza, incapacità di tollerare la luce (fotofobia) e i rumori (fonofobia), convulsioni. La sintomatologia varia in base all'agente causale, alla velocità di insorgenza e allo stato del paziente: a volte, nei bambini piccoli possono essere presenti solo alcuni sintomi aspecifici, come irritabilità e sonnolenza.

La diagnosi di meningite trova il suo cardine nell'analisi chimico-fisica e microbiologica del liquido cefalorachidiano, il fluido racchiuso tra le meningi e il sistema nervoso centrale, che può essere prelevato con l'esecuzione di una puntura lombare e l'inserimento di un ago nel canale vertebrale. Il trattamento usuale per la meningite acuta è la somministrazione precoce di farmaci antibiotici e, talvolta, antivirali. In alcune situazioni si può anche ricorrere alla somministrazione di corticosteroidi per prevenire i danni derivanti dalla risposta infiammatoria. Una meningite batterica non trattata prontamente può essere letale, o può portare a gravi conseguenze permanenti, come sordità, epilessia, idrocefalo e deficit cognitivi. Alcune forme di meningite, come quelle causate da meningococchi, Haemophilus influenzae di tipo B, pneumococchi o da virus della parotite, possono essere prevenute con le apposite vaccinazioni.