Benessere

Cibo fritto nella dieta: aumenta rischio cardiaco

Lo studio della Health

Mangiare cibi fritti non fa male solo se vengono consumati in maniera equilibrata e al massimo una o due volte al mese anche se si è a dieta. Se invece si mangiano alimenti fritti regolarmente e senza controllo possono aumentare i rischi di insufficienza cardiaca e non solo.

Lo rivela uno studio della Health Study Physicians che ha analizzato i dati di oltre 15.000 uomini di 66 anni come età media. I ricercatori hanno seguito per ben 3 anni dei volontari che hanno risposto a dei questionari interrogativi sulla loro alimentazione settimanale e sono stati sottoposti a dei follow -up a distanza di tempo. Dopo 10 anni sono emersi numerosi casi di insufficienza cardiaca. Questa patologia comporta una ridotta funzionalità del muscolo cardiaco che non riesce più a pompare abbastanza sangue in tutto l’organismo e rappresenta una delle più importanti cause di morte al mondo.

Tra le sue complicanze vi è l’infarto, l’ ictus e l’insufficienza renale o epatica. Lo studio quindi suggerisce come atto di prevenzione di evitare l’abuso di cibi fritti. I ricercatori spiegano anche che la frittura in generale fa male se diventa un’abitudine alimentare quotidiana in quanto per il tipo di cottura si ingeriscono cibi grassi ed ipercalorici che portano direttamente sulla strada del sovrappeso, se non dell’obesità, dell’ipertensione, dell’ipercolesterolemia e conseguentemente delle malattie cardiovascolari. Lo studio è stato presentato ad un congresso dell'American Hearth Association.