Scienza

L'uomo può adattarsi geneticamente alle immersioni

La scoperta fatta da studiosi di Copenhagen

Il DNA della popolazione indonesiana dei Bajau dimostra che l'uomo può essersi geneticamente adattato alle immersioni. I Bajau, vivono sul mare e trascorrono molto tempo a nuotare e riscono ad immergersi fino a 70 metri di profondità senza bisogno di attrezzature specifiche.

Secondo una ricerca condotta da un gruppo di studiosi dell'Università di Copenhagen e pubblicata su una rivista intitolata "Cell" queste popolazioni si sarebbero modificate geneticamente proprio per il loro adattamento al mare e avrebbero la milza di volume superiore alla norma. La conferma è arrivata scoprendo un gene chiamato PDE104, che controlla i livelli di un ormone della tiroide, il T4. Si pensa dunque che i Bajau abbiano subito un adattamento che ha aumentato i livelli di quest'ormone e le dimensioni della milza. Melissa Ilardo, prima autrice dello studio, ha trascorso diversi mesi in Indonesia, raccogliendo campioni genetici e facendo ecografie della milza dei Bajau e dei Saluan, una popolazione loro vicina che non fa immersioni. Ha così scoperto che la milza dei Bajau, era il doppio più grande di quella dei loro vicini.

Il risultato ha eliminato l'ipotesi che la loro milza fosse così grande per un adattamento 'plastico' dell'organismo alle immersioni, facendo strada alla nuova ipotesi che la causa andasse ricercata nel Dna. La scoperta potrebbe essere utile per i casi di mancanza di ossigeno.