Cinema

Ragusa, due nuove proiezioni de Il male necessario

Al Cinema Lumiere

Dopo il successo della prima, l’8 aprile al cineteatro Don Bosco di Ragusa, torna al Cinema Lumiere “Il male necessario”, il film scritto e diretto a quattro mani dai registi ragusani Salvatore Dipasquale e Salvatore Provenzale.

Le proiezioni sono in programma venerdì 20 aprile, alle ore 20 e alle 22. Lontano dalla propria terra natale per 40 anni, dopo essere stato testimone del barbaro duplice assassinio dei genitori, il criminologo Giulio Lo Magro torna a Ragusa per ritirare un premio intitolato alla memoria del padre giornalista. Il suo rientro, però, avviene negli stessi giorni in cui la calma apparente della città barocca viene scossa da una serie di efferati omicidi sui quali si ritroverà ad indagare e che lo porteranno ad un bivio: uccidere o morire. “Siamo felici dell’abbraccio virtuale ricevuto domenica 8 aprile - commentano i due registi – il film è stato accolto molto bene, sia dal pubblico che dalla critica, e venerdì il nostro più grande desiderio è quello di dare a quante più persone possibili l’occasione di vederlo”.

Un cast di altissimo livello ha collaborato alla realizzazione di questa pellicola, dando il proprio contributo fattivo e di idee. Tra questi Gabriele Vizzini, Visual Dimension, che, nella prima fase, ha seguito meticolosamente le riprese e nella seconda, quella della post produzione, ha curato gli effetti visivi. Quello di Gabriele Vizzini, allievo dei Red Studios di Los Angeles, lo potremmo definire un tocco di magia al film: aggiunge e toglie, crea e perfeziona. Così il Palazzo delle Poste diventa un teatro illuminato e con tanto di insegna, e una pagina di giornale attuale si trasforma in una data alle stampe 40 anni fa. “Sul set il mio ruolo è stato quello del supervisore – spiega – soprattutto quando c’era da girare una scena dove mancava l’effetto chiave per renderla coinvolgente.

Molte cose sono state aggiunte in post produzione, per dare un senso di completezza, altre sono state tolte per rendere il lavoro leggero e scorrevole. Tra questi, la pistola che Giulio tiene in mano e che sembra assolutamente vera e carica, le luci di un aereo che sovrastano il palazzo milanese del protagonista, le foto dei faldoni accatastate sulle scrivanie, per rendere tutto estremamente realistico. Alcune scene non le abbiamo neanche utilizzate, ricostruendole al pc. Credo sia un film che vale la pena vedere perché abbiamo portato avanti davvero un bel lavoro, siamo stati una buona squadra e, pur prendendoci sul serio, ci siamo anche divertiti”.

“L’impronta del film – spiega il direttore della fotografia Angelo Giglio - è stata studiata insieme ai registi e, in base allo stile della storia che volevamo raccontare, abbiamo scelto la luce, l’illuminazione, i tagli, le inquadrature. Si passa dai campi larghi, per mettere in risalto gli ambienti nei quali abbiamo girato, ai piani più stretti e ai primi piani, per evidenziare i volti e i dettagli”. Dipasquale e Provenzale hanno lavorato a stretto contatto con Giglio, riunendosi di volta in volta per gli aggiornamenti. “Quando è venuto a mancare il maestro Marcello Perracchio la sceneggiatura ha subito un piccolo stravolgimento – racconta – ma il confronto è stato costante, per cercare di mantenere un filo conduttore a livello fotografico e non creare troppe differenze di stile tra una scena e un’altra, in primis quelle più elaborate come gli omicidi, le riprese dentro l’ex biblioteca o al tramonto, che hanno richiesto uno studio tecnico non indifferente dato che la luce va via in pochi minuti e dovevamo essere veloci a cogliere l’attimo perfetto.

Per non parlare delle scene irripetibili, come i fuochi d’artificio o la processione di San Giovanni. Lì non ci sono attori ma persone vere e dev’essere buona la prima perché non puoi ripetere quello che viene male. Per riuscire a mettere insieme i minuti relativi alla festa del Patrono abbiamo girato ( e seguito la processione) per tre anni consecutivi, ogni 29 agosto, perché rivedendo le scene ci accorgevamo sempre che mancava qualcosa. Alla fine, però, siamo davvero soddisfatti e speriamo che il pubblico apprezzi il nostro lavoro. Noi ci abbiamo messo il cuore”. Appuntamento, dunque, per venerdì 20 aprile al Cinema Lumiere. Ricordiamo che è necessario prenotare chiamando al 3884382605