Sanità

Modica, lettera aperta a Musumeci sulla sanità

A scriverla è il consigliere Tato Cavallino

I fatti di cronaca che hanno investito la sanità in questi giorni, hanno provocato l'intervento del consigliere comunale di Modica Tato Cavallino che ha scritto una lettera aperta al presidente della Regione Nello Musumeci.

"ll taglio dei posti letto negli ospedali è una delle tante azioni, certamente non proporzionata alle esigenze di un vasto comprensorio come il nostro, quello della provincia di Ragusa. Alla mancanza di posti letto e alla carenza del personale medico, infermieristico e paramedico, si aggiunge poi uno dei gravi problemi che riguarda l’ospedale Maggiore di Modica ovvero il mancato potenziamento in termini di personale medico e paramedico: si staziona in pronto soccorso per ore mentre medici ed infermieri lavorano in grande affanno e non riescono a sopperire alle decine e decine di richieste derivanti dall’emergenza-urgenza.

Un grave carenza di medici ed operatori alla quale si aggiunge quella degli infermieri che in pianta organica risultano in numero sufficiente ma nei fatti mancano in reparto….perchè?" Questa una delle tante domande poste da Cavallino che evidenzia anche come l'apertura del Pronto Soccorso, più volte annunciata , non sia ancora avvennuta. Peraltro il nuovo pronto soccorso, se aperto, potrebbe in parte sopperire ad alcune criticità ma non completamente ed in modo definitivo. L’unità di degenza breve, ad esempio, importantissima per i compiti di diagnosi e cura, non è prevista nel nuovo piano sanitario, pur essendo, il nuovo pronto soccorso adeguato ad accogliere questo servizio. Un altro nodo di cui non si hanno notizie è il parcheggio del Maggiore di Modica chiuso da anni, fatto che comporta quotidianamente disagi considerevoli all’utenza. La gente è stanca di sentire parlare di abbattimento delle liste di attesa e i servizi non vengono resi entro tempi appropriati rispetto alle patologie e alle necessità di cura.

La sanità è diventata un vero e proprio incubo non solo per i pazienti ma anche per i medici, infermieri e gli operatori costretti a lavorare in situazione di emergenza con un numero sottodimensionato di personale. C’è la necessità, non più differibile, di rivedere il modello di organizzazione dell’assistenza e dei servizi che vengono ridotti giornalmente; la realtà è che si tagliano i servizi piuttosto che gli sprechi.  Anche la questione del nuovo ospedale di Ragusa, il Giovanni Paolo II, sembra una storia senza fine che difficilmente troverà soluzione immediata, ma è dovere di chi ha le competenze fare in modo che al più presto si possa rendere operativa questa struttura sanitaria attesa da tempo. Tutti, ognuno per i propri compiti e ruoli, devono prendersi le loro responsabilità e correre ai ripari per evitare l’implosione del sistema sanitario ibleo e di tutta l’isola.