Cronaca

Dopo violenza anziana a Trapani: campagna Vittime e carnefici

Intervento del Sindacato di Polizia Penitenziaria

I recenti casi di violenze ai danni di un'anziana a Trapani hanno provocato l'ennesimo sdegno nell'opinione pubblica. Ma non basta più solamente esprimere solidarietà e vicinanza, bisogna rilanciare una campagna contro la violenza agli anziani.

Ad affermarlo è Aldo Di Giacomo, segretario generale del SPP (Sindacato di Polizia Penitenziaria) aggiungendo che nel nostro Paese la violenza contro le persone anziane è sottostimata e poco nota, a fronte, invece, della tendenziale crescita della popolazione di età avanzata. Siamo di fronte, come è accaduto a Trapani, a reati infami. Le vittime sono spesso persone non del tutto autosufficienti o completamente dipendenti da altre. La violenza a domicilio è una delle pratiche più diffuse a danno delle persone più deboli.

I reati contro gli anziani sono aumentati nel tempo, sia per quanto riguarda la violenza (lesioni e percosse), sia rispetto alla violenza non agita, minacce e ingiurie: infatti il 30% degli anziani vive solo ed è quindi più vulnerabile a ogni tipo di frode e raggiri, accrescendo la difficoltà di prevenire frodi e violenze che avvengono dentro agli appartamenti, anche se spesso perpetrate da bande organizzate che li compiono. Ogni giorno nel nostro Paese – ricorda Di Giacomo - circa 770 persone di 66 anni e oltre sono vittima di truffa, rapina e furto. Se si fa riferimento solo alle denunce presentate nel 2015 le vittime in Italia sono state 276.287. Ogni 100.000 abitanti si contano tra gli anziani 417 vittime di furti, 31 vittime di truffe e 7 vittime di rapine, per un totale di 455.

Nell’ambito della campagna denominata “vittime e carnefici” che abbiamo avviato in tutto il Paese - annuncia Di Giacomo – tra le iniziative a tutela delle fasce più deboli istituiremo un Osservatorio sul fenomeno per chiedere un impegno adeguato da parte del nuovo Parlamento. Intendiamo presentare, una serie di proposte tra cui l’adeguamento delle attuali norme di legge particolarmente favorevoli ai “carnefici” che se la cavano al massimo con l’arresto domiciliare. (Foto web)