Scuola

Studenti milanesi alla Casa Don Puglisi di Modica

Per approfondire le tematiche dell'accoglienza dei migranti

Studenti da Milano a Modica per conoscere, condividere, imparare. È l'esperienza vissuta dai ragazzi di una classe di terzo superiore del Liceo linguistico “Manzoni” di Milano, scuola civica, gestita direttamente dal Comune.

Da un paio d'anni, due insegnanti del liceo milanese portano avanti un progetto di approfondimento delle tematiche legate all'integrazione e accoglienza dei migranti. E adesso è arrivato il momento, quasi alla fine del triennio, di avere un confronto sul “campo”, per cercare di capire meglio cosa sta avvenendo in termini di migrazioni e di popoli. Per questo hanno scelto di venire in Sicilia, ed in particolare la scelta è caduta su Modica, a pochi chilometri tra l'altro da Pozzallo, porto di approdo di migliaia di migranti. Non una vacanza di piacere, ma una vacanza per crescere, per maturare convinzioni, approfondire temi, confrontarsi con altra gente. “Già qualche mese fa – spiega Salvo Garofalo – c'era stata chiesta la disponibilità di accompagnare i ragazzi in un laboratorio, vivendo una giornata insieme a noi.

Dopo la visita alla Capitaneria di Porto, dove gli studenti hanno potuto apprendere come si gestisce la prima accoglienza, e alle comunità che ospitano minori stranieri non accompagnati, abbiamo offerto loro una testimonianza sul lavoro, diciamo così, di seconda integrazione, quello che riguarda l'inserimento lavorativo”. E così i giovani si sono cimentati nella produzione di biscotti e cioccolata modicana al laboratorio dolciario “Don Puglisi”, con le maestre dolciere, le mamme che lavorano al laboratorio. Hanno potuto conoscere da vicino il lavoro svolto alla “Casa don Puglisi” con l'accoglienza di mamme e minori, italiani e stranieri.

Non è mancato un tour delle bellezze della città di Modica, con una passeggiata nei luoghi più belli del barocco. Un altro appuntamento molto “forte” è stato alla focacceria “Don Puglisi”, dove gli studenti hanno potuto conoscere la storia di Nicoleta che, grazie all'accoglienza in “Casa don Puglisi” e poi al lavoro in focacceria, ha raggiunto la sua autonomia. Una storia di riscatto e di ripartenza. E ovviamente hanno apprezzato scacce e arancini, lo street food che privilegia il chilometro zero.