Benessere

Dieta aproteica o povera per patologie ai reni

Attenti a fosforo e sodio

La dieta aproteica è indicata alle persone che soffrono di patologie dei reni e del fegato. Si basa su un regime alimentare a basso contenuto di proteine ed esclude carne rossa, uova, formaggio, legumi e non solo.

In genere per chi deve seguire una dieta aproteica vengono consigliati dei prodotti ad hoc, acquistabili in farmacia, come pasta, pane e biscotti. Secondo le ultime stime fornite dalla Società Italiana di Nefrologia, un italiano su dieci soffre, anche a sua insaputa, di una malattia cronica renale. Patologie che, nella loro evoluzione progressiva, portano alla condizione irreversibile di insufficienza renale, cioè all’incapacità delle reni di svolgere la funzione di ‘filtro’, depurando l’organismo dalle scorie e dai sali minerali in eccesso. Nelle condizioni più serie, il cattivo funzionamento delle reni rende necessario un trattamento sostitutivo, rappresentato dalla dialisi o dal trapianto.

Ma assumere dei comportamenti adeguati legati in primo luogo alla dieta possono rallentare o aiutare a controllare meglio quest’esito estremo. La prima regola, raccomandano gli esperti, per aiutare i pazienti con insufficienza renale soprattutto quando questa è avanzata, è impostare una alimentazione a basso contenuto di proteine, sodio e fosforo. Occorre ridurre la quantità di alimenti proteici soprattutto di origine animale (carne, pesce, uova, salumi, formaggi e latticini) e in misura minore di quelle di natura vegetale (legumi), presenti soprattutto nei secondi piatti includendo nella dieta, laddove necessario, cibi aproteici. Questi ultimi (in particolare pane, pasta, farina, riso, crackers, fette biscottate, biscotti) appositamente prodotti senza proteine sono disponibili anche nei supermercati.

Rispetto agli apporti normali, le proteine dovrebbero essere ridotte di circa 0.8 gr per kg (in relazione al peso ideale del singolo) ed essere per il 75% ad alto valore biologico. Inoltre è importante ridurre i valori del fosforo che dovrebbe mantenersi entro 8-10 mg/Kg peso corporeo. Per mantenere il fosforo nei valori consigliati è importante evitare salumi, legumi secchi, frutta secca, cioccolato, lievito di birra, gamberi e frattaglie, tuorlo d’uovo, farine e crusca, cacao amaro in polvere. Altri alimenti come latte, yogurt, panna, pasta, riso, legumi freschi, orzo, biscotti, pesce, formaggi freschi (ricotta, mozzarella) che ne hanno una percentuale moderata, possono essere consumati in piccole quantità, mentre possono essere assunti liberamente (perché ne sono privi), frutta e verdura fresche, patate, marmellata, zucchero, miele, olio e burro. Per ridurre ulteriormente il quantitativo di fosforo negli alimenti è possibile tenerli per 8-9 ore in frigo prima della cottura, preferendo poi la bollitura in abbondante acqua da cambiare a metà cottura.

Infine è fondamentale ridurre il sodio e quindi occorre fare molta attenzione al sale da cucina, evitare dadi per brodo, ridurre quantità e frequenza di consumo di salumi e affettati in genere, alimenti in salamoia (capperi, olive, carni e pesci in scatola) e formaggi. Ma vediamo un esempio di menù giornaliero per chi necessita di seguire una dieta aproteica. Colazione con uno yogurt intero con pezzi di frutta fresca o due fette biscottate di tipo aproteico con la marmellata. Pranzo: un piatto di minestrone o una porzione di pasta aproteica condita con un sugo leggero di pomodoro e come secondo una piccola porzione di carne bianca, come pollo, tacchino o coniglio. Cena: una mozzarella con contorno di verdure a piacere e una porzione di pane aproteico.

Naturalmente prima di seguire questo tipo di dieta è fondamentale consultare il proprio medico di famiglia o uno specialista, un consiglio che diamo sempre in tutte le diete pubblicate sul nostro sito.