Salute

Parlare nel sonno, non è una malattia

Lo fanno di più uomini e bambini

Parlare nel sonno è un fenomeno frequente, dovuto al fatto che il cervello non dorme mai, ma continua a formulare pensieri. A farlo sono soprattutto bambini e uomini ed in particolare quando si ha la febbre o si è sotto stress.

Non si tratta di una malattia anche se a volte si associa a disturbi neurologici e può presentarsi sia nelle fasi di sonno più leggere che in quelle più pesanti. I parlatori del sonno poi possono emettere semplici borbottii poco comprensibili oppure fare delle chiare conversazioni. A tal proposito è stato recentemente pubblicato da una rivista francese intitolata Sleep, uno studio per capire cosa accade nel nostro cervello durante il sonno. Gli scienziati hanno registrato circa 900 episodi di somniloqui e oltre la metà era riferibile a borbottii, urla, risate e sussurri.

Ma gli studiosi sono riusciti a registrare oltre tremila parole di senso compiuto. La parola più detta è stata «no» e a parlare di più sono stati gli uomini. Quando i volontari sono entrati nella fase REM, l'interlocutore è una persona identificabile. Spesso i problemi del sonno potrebbero risolversi con alcuni semplici accorgimenti come quello di addormentarsi solo Importante anche la temperatura dell'ambiente che non sia nè troppo alta e nè troppo fredda. Sconsigliato anche bere alcol.