Tradizioni

Salita della Madonna a Chiaramonte Gulfi

Pellegrinaggio verso il santuario

Sono di quelle emozioni che quasi non si possono raccontare. Solo vivendole, trovandocisi in mezzo, è possibile percepire l’affetto profondo e la devozione che i chiaramontani nutrono per la propria Regina e Patrona.

Anche questa mattina tutti di corsa a ringraziare Maria Santissima di Gulfi. Un modo unico di esprimere un attaccamento che dura da secoli e che, ogni anno, si rinnova con trepidazione. Dal santuario di Gulfi sino ad arrivare in piazza Duomo, fedeli a migliaia. Una lunga teoria di devoti ha animato, senza soluzione di continuità, un percorso lungo quattro chilometri. E’ la corporeità della fede. Che si traduce nel celebrato atto della “salita”, l’“assumata” per dirla in dialetto. Ma è, soprattutto, la passione di un popolo, quello che si riconosce nella propria Madre. La festa più attesa del centro montano non ha tradito le attese. Favorita anche dalla bella giornata. La tradizionale “Salita della Madonna” è stata caratterizzata, sin dalle prime ore del mattino, dal pellegrinaggio verso il santuario di Gulfi.

Poi, dopo la concelebrazione presieduta dal rettore del Santuario, padre Giuseppe Burrafato, con il parroco della Chiesa madre, don Salvatore Vaccaro, e il novello sacerdote don Filippo Bella, è stato dato il via, alle dieci in punto, al momento più coinvolgente. Lungo i tornanti della strada provinciale n.7, che collega il santuario a piazza Duomo, i portatori a fare da battistrada, preceduti dai componenti della banda musicale ad intonare l’immancabile “N. 11”, la processione si è mossa, come sempre, con una velocità che non conosce paragoni rispetto ad altre manifestazioni religiose analoghe presenti nel circondario diocesano. Tutti si sono dati da fare grazie all’utilizzo delle apposite corde. Dagli uomini di Chiesa ai rappresentanti delle forze dell’ordine, dalla gente più semplice a studiosi di fama e imprenditori affermati. Non c’è stata distinzione. Tutti accomunati dal grido “Viva Maria”. Alternando tratti di corsa ad altri con passo comunque spedito, il simulacro, come succede sempre, ha raggiunto piazza Duomo nel giro di un’ora, alle undici in punto. C’è stato il tempo, però, e anche in questo caso la tradizione è stata rispettata, per una sosta, all’ingresso di Chiaramonte, in cui i portatori e alcuni fedeli si sono rifocillati recuperando le energie grazie ad alcuni limoni mentre altri intonavano il “Tota pulchra” guidati dal rettore del santuario.

Poi il panorama del paesaggio si è modificato e alla campagna chiaramontana, caratterizzante il primo tratto della processione, sono subentrate le viuzze caratteristiche della via Gulfi con la lunga processione insinuatasi nel cuore del centro montano alla stregua di un lungo serpentone. Un’emozione sempre nuova, per giovani e anziani, gli stessi che hanno dato vita ai momenti distintivi della salita. Un’emozione anche per i sacerdoti, il rettore don Burrafato e il parroco don Vaccaro. C’era anche il religioso congolese Gioacchino Ngalamulume oltre a don Bella. Il predicatore, padre Giuseppe Difatta, ofm, ha accolto la processione, ricca di numerose suggestioni, all’ingresso trionfale in piazza Duomo dove, al momento dell’arrivo del simulacro, la folla presente ha fatto partire un lungo, sentito e scrosciante applauso. Quindi, i portatori, noncuranti della fatica, hanno fatto sì che la tradizione venisse ulteriormente rispettata con le numerose entrate e uscite del simulacro dalla navata centrale dell’edificio di culto. E ad ogni uscita il convinto applauso dei fedeli in una piazza stracolma a volere ringraziare l’attenzione che la Madonna di Gulfi riserva, ogni anno, alla città. Presente, come ogni anno, alla manifestazione anche il sindaco Vito Fornaro e i componenti della squadra assessoriale. Quest’anno, in più, hanno voluto rendere omaggio al simulacro della Vergine Maria il sindaco di Ragusa, Federico Piccitto, il sindaco di Pozzallo, Luigi Ammatuna, e l’assessore Grazia Fiore, in rappresentanza del sindaco di Giarratana, Bartolo Giaquinta.

Le celebrazioni, oggi, proseguono alle 14,30 con il tradizionale “cuncursu” per le vie cittadine, vale a dire la processione pomeridiana. Alle 17,45 un altro momento atteso con il simulacro del Patrono San Vito che sarà portato in Chiesa madre. Alle 19, la celebrazione eucaristica che sarà presieduta dal predicatore mentre i canti saranno animati dal coro della Chiesa madre. Domani, invece, il programma dei solenni festeggiamenti prosegue con la cosiddetta “Giornata dei trappitari”. Alle 9 la prima celebrazione eucaristica. La santa messa delle 11 sarà presieduta da padre Antonino Catalfamo. La messa è animata dall’O.S. francescano e dall’O.S. carmelitano. I canti sono animati dalla comunità della chiesa di Santa Maria del Gesù. Alle 19 la celebrazione eucaristica presieduta dal predicatore con i canti che sono animati dal coro della parrocchia San Nicola. Alle 20,30 ci sarà la degustazione dell’olio a cura dei trappitari.

Alle 21, l’associazione “Amici della musica” presenterà il quintetto di fiati Muiskè in concerto: Mariangela Cavallaro al flauto, Gianvito Messina al corno, Emanuela Reitano all’oboe, Elisabetta Messina al fagotto e Raffaele Vacirca al clarinetto.