Isis

Ragusa e i terroristi della porta accanto

Il deputato Minardo si rivolge al Ministro dell'Interno

Com'era facilmente prevedibile l'operazione di Polizia che ha portato all'individuazione e all'espulsione di due tunisini residenti a Scicli, per motivi di sicurezza dello Stato, perché estremisti affiliati all'Isis, ha suscitato allarmismo tra la popolazione e riproposto il rischio di infiltrazioni terroristiche tra i migranti che giungon, attraverso il Mediterraneo, in territorio provinciale.

Nulla di nuovo se si considerano i numeri relativi al fenomeno e al fatto che una grandissima percentuale di migranti arriva in Europa proprio attraverso la provincia di Ragusa, ma avere contezza del fatto che il nostro vicino di casa, da anni in Italia con regolare permesso di soggiorno, condivida on line contenuti di propaganda jahadista, tra i quali appelli in lingua araba a prestare giuramento di fedeltà al leader del Daesh, è naturale che susciti allarme e preoccupazione. Carabinieri e Polizia hanno appurato che i due tunisini individuati a Scicli avevano confermato adesione ideologica all'autoproclamato Stato islamico e tenevano contatti sul web con utenti del loro stesso orientamento.

Il 27enne, in particolare, era stato segnalato dai servizi di intelligence per aver tentato, in passato, di raggiungere la Siria, partendo dalla Francia, con il supporto di una filiera di reclutamento. Poi i suoi genitori lo avevano convinto a rientrare in Italia e dal 2011 risiedeva a Scicli. Visto il suo profilo di aspirante terrorista, la sua posizione è stata valutata dal gruppo investigativo che si occupa del fenomeno dei foreing fighters. Tra le persone con lo stesso orientamento, anche l'altro tunisino di 31 anni, in Italia dal 2007. I due come, si è detto nei giorni scorsi, destinatari di un provvedimento di espulsione, sono stati rimpatriati, ma il problema e la preoccupazione restano.

Che a fronte di migliaia di migranti che arrivano sulle nostre coste, in mezzo a tanti disperati possano nascondersi anche dei terroristi è un dato di fatto e la cronaca ci dà conferma di questa possibilità, ma visto che dare accoglienza è inevitabile e necessario, altrettanto necessario è che si prendano le giuste precauzioni. Per questo servono più uomini e serve che il mondo politico si mobiliti per far sì che vengano prese le necessarie contromisure, non bastano i controlli alle frontiere, servono anche quelli nel territorio, nel tessuto sociale di ogni città, di ogni centro, di ogni comunità. E in queste ore si registra l'intervento del deputato nazionale Nino Minardo che si rivolge direttamente al Ministro dell'Interno, mettendo in evidenza come, l'evidente pericolo di infiltrazioni terroristiche tra i migranti, la progressiva radicalizzazione di alcuni elementi regolarmente residenti nei Comuni della provincia di Ragusa e la stabile organizzazione di comunità che, in alcuni casi hanno raggiunto per densità, la popolazione locale, necessita di un rafforzamento dei controlli, di una attività di intelligence specialistica svolta con continuità e di una adeguata dotazione di mezzi e uomini.

Minardo chiede un immediato rafforzamento degli organici delle forze di polizia presenti nel territorio e invita il Ministro a programmare una visita istituzionale per presiedere un'apposita riunione del Comitato provinciale per l'ordine pubblico.