Il Governo Gentiloni approda al Senato

Il governo Gentiloni, dopo il via libera della Camera con 368 sì, approda oggi al Senato per la fiducia. Dopo la verifica del numero legale, l'Aula ha iniziato la discussione generale, che proseguirà fino alle 13. Seguirà la replica del presidente del Consiglio, quindi le dichiarazioni di voto e, dalle 15, la prima 'chiama' dei senatori.

Sono 113 i senatori del Pd, incluso il presidente Pietro Grasso che, per prassi, non partecipa al voto di fiducia: i sì saranno quindi 112 come confermato dall'assemblea del gruppo di Palazzo Madama che martedì ha deciso di votare all'unanimità. Diciannove i senatori del gruppo delle Autonomie in cui siedono i 5 senatori a vita, non sempre presenti nelle votazioni. Il più assiduo è Giorgio Napolitano, che ha votato anche l'ultima fiducia sulla legge di Bilancio. Area Popolare conta 28 senatori dopo che l'Udc, rappresentata in Senato da Antonio De Poli, si è sfilata. De Poli voterà la fiducia come lo farà Ap, anche se, si apprende, qualcuno potrebbe sfilarsi. In Gal solo 5 dovrebbero votare a favore.

Dei ventotto senatori del gruppo Misto ad oggi sono stati, a giro, non più di 8 i senatori che hanno votato la fiducia. Nel Misto siedono anche le tre senatrici del Gruppo Fare. Il movimento di Flavio Tosi ha deciso di non partecipare al voto di fiducia alla Camera e, presumibilmente, farà lo stesso al Senato. In Gal sono 14 i senatori, ma il numero di coloro che potrebbero dire sì è incerto, secondo quanto si apprende a Palazzo Madama non più di 5. "Ci sono tra i 20 e i 30 senatori, molti dei quali non hanno mai votato la fiducia al governo, che sono pronti a tutto pur di non andare a votare", riferivano martedì sera negli ambienti di Gal.

Nessuna regia particolare ma un gruppo di 'stabilizzatori', come sono stati ribattezzati. Il gruppo di Denis Verdini si è sfilato poco prima della presentazione del nuovo governo e non ha partecipato al voto alla Camera dei Deputati, anche se Zanetti ha dato un segnale di apertura, intervenendo a Montecitorio per chiedere un chiarimento politico. A questo punto, salvo ulteriori colpi di scena, il Governo Gentiloni al Senato è sostenuto da Pd, Ncd, Autonomie, ed alcuni altri esponenti del gruppo Misto e di Gal. Il forfait di Verdini e Zanetti, pur non mettendo a rischio il voto di fiducia sul discorso che farà in Aula il presidente del Consiglio, lascia intravedere un percorso ad ostacoli per la maggioranza nelle settimane a venire. (Agenzia)