La storia di Filumena Marturano a Ragusa

“Filumena Marturano”, uno dei testi di Eduardo De Filippo più amati e rappresentati, è ispirato da un fatto di cronaca dal quale il grande artista napoletano ha tratto spunto per costruire una delle sue commedie più belle, dedicata alla sorella Titina. La storia è quella di Filumena Marturano e Domenico Soriano, indimenticabile la versione cinematografica di De Sica, interpretata da Sophia Loren e Marcello Mastroianni.

Filumena è caparbia, mossa dalla volontà di riscatto, con un passato di povertà e tristezze, decisa a difendere fino in fondo il destino dei suoi figli; Domenico è un borghese, figlio di un ricco pasticciere, donne e capricci, ora stretto in una morsa dalla donna che lo tiene in pugno e a cui si ribella con tutte le sue forze. Domenica 4 dicembre, alle 18, nell’ambito della rassegna “Teatro In Primo Piano”, giunta al secondo appuntamento, sarà portata in scena una grande produzione, che arriva dal Quirino di Roma, al nuovo Quasimodo di Ragusa.

L’evento è stato promosso dall’associazione “Progetto Teatrando” che dopo il successo ottenuto con “Io odio Amleto”, con Gabriel Garko e Ugo Pagliai, punta di nuovo a proporre una rappresentazione di grande qualità. Nel ruolo di Filumena e Domenico due grandi protagonisti della scena italiana: Mariangela D’Abbraccio, che ha iniziato la sua carriera diretta da Eduardo nella Compagnia di Luca De Filippo e Geppy Gleijeses, allievo prediletto di Eduardo che per lui nel 1975 revocò il veto alle sue opere. Le scene e i costumi sono di Raimonda Gaetani che dal 1974 ha lavorato con Eduardo De Filippo per tante commedie e produzioni televisive.

A dirigere la commedia una tra le registe di cinema più amate al mondo, Liliana Cavani, che con questo allestimento debutta nella regia di prosa. La commedia porta al pubblico il tema, scottante in quegli anni, dei diritti dei figli illegittimi. Il 23 aprile 1947, infatti, l’Assemblea Costituente approvò l’articolo che stabiliva il diritto-dovere dei genitori di mantenere, istruire ed educare anche i figli nati fuori dal matrimonio, mentre otto anni più tardi, nel febbraio del 1955, venne approvata la legge che abolì l’uso dell’espressione “figlio di N.N.”.

Per i biglietti è possibile rivolgersi al botteghino del teatro Quasimodo il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 17 alle 19 oppure cliccare sul sito www.teatroinprimopiano.it dove è possibile acquistare i tagliandi direttamente on line. Per informazioni è possibile contattare il cellulare 338.1011688 oppure visitare la pagina Facebook “Teatro in Primo Piano”.