Guardia di Finanza di Ragusa: scoperto giro di diplomi facili

I Pubblici Ufficiali e gli incaricati di pubblico servizio delle scuole paritarie coinvolte, dietro il pagamento di consistenti somme di denaro, apparentemente camuffate quali “rette di partecipazione” (circa 3 mila e 500 euro per alunno), hanno precostituito il carteggio scolastico ideologicamente falso (registri, pagelle, scrutini, crediti scolastici, esami di ammissione, ecc.) utile alla ricostruzione fittizia dell’intero percorso didattico degli alunni, dotando gli stessi di un curriculum scolastico personalizzato valido per l’ammissione agli esami di maturità.

Tale modus operandi ha reso indispensabile una successiva e palese attività investigativa che si è concretizzata attraverso l’esecuzione di perquisizioni locali, sia presso i domicili dei soggetti interessati che presso gli istituti scolastici coinvolti dove, tra l’altro, si è proceduto anche a vigilare tutte le varie fasi delle prove d’esami, scrutini compresi. L’indagine è stata interessata da due filoni investigativi paralleli, i cui approfondimenti hanno permesso di segnalare all’Autorità giudiziaria: gravi e ripetuti casi di assenteismo da parte dei principali indagati, per effetto di certificazioni sanitarie false rilasciate da medici conniventi, attestanti infermità in tutto e/o in parte inesistenti.

L’indebito rilascio di numerosi attestati professionali ad opera di Enti di formazione a fronte di attività corsistiche mai effettuate. Nel corso delle perquisizioni, disposte dalla locale Procura della Repubblica, sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro probatorio ingente carteggio scolastico falso, significativa documentazione extracontabile attestante gli incassi effettivamente conseguiti dai sodali, oltre a somme di denaro contante e titoli di credito per 500 mila euro circa, ritenuti essere il provento delle attività delittuose.

La laboriosa disamina documentale ha permesso, altresì, di appurare che l’organizzazione a delinquere, operante sin dal 2007, ha conseguito, negli anni, introiti illeciti pari a circa due milioni di euro. Allo scopo di assoggettare a tassazione i suddetti proventi illeciti, sono state avviate le opportune verifiche fiscali nei confronti dei soggetti coinvolti nella vicenda. Le predette attività ispettive si sono concluse con la constatazione di violazioni in materia di Imposte Dirette per un ammontare pari ad un milione e 400 mila euro, Imposta sul valore aggiunto per un ammontare pari ad 215 mila euro, nonché Imposta regionale sulle attività produttive per un ammontare pari ad un milione e 120 mila euro.

In totale, ad oggi, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria 80 soggetti (di cui, oltre agli organizzatori, una settantina tra presidi, professori e personale di segreteria operanti tra Ispica, Rosolini, Licata, Canicattì e Acireale) per reati di truffa, falso, abuso di ufficio e rivelazione di segreti di ufficio. L’attività investigativa svolta dalle Fiamme Gialle iblee, oltre a fare luce sulle responsabilità personali dei sodali coinvolti, ha interrotto una sistematica violazione delle norme poste a tutela del regolare conseguimento di titoli di studio, attraverso i quali in Italia è possibile accedere agli studi universitari, alle professioni e partecipare ai pubblici concorsi.