Stefano vittima della sua passione

La sua più grande passione lo ha portato via. L'amore per i motori e per l'alta velocità è costata la vita al giovane centauro modicano Stefano Rizza che, domenica mattina lungo la strada montana Ragusa-Palazzolo Acreide, in prossimità di una curva pericolosa, avrebbe perso il controllo della sua inseparabile moto finendo rovinosamente al suolo.

Il giovane sarebbe morto praticamente sul colpo, gli automobilisti che lo hanno soccorso per primi, si sono resi subito conto della situazione disperata e l'arrivo sul posto di un elisoccorso che avrebbe dovuto trasferirlo in ospedale, è stato vano, Stefano era già deceduto. Neanche il casco protettivo che indossava è bastato ad evitare il peggio. A fare i rilievi dell'incidente sono stati gli agenti della Polizia Locale di Palazzolo che hanno escluso il coinvolgimento di altri mezzi nel sinistro. Stefano Rizza era componente della omonima famiglia di gelatieri della città della Contea ed era molto conosciuto in città.

Diplomatosi al Liceo Scientifico Galileo Galilei, aveva frequentato Enologia presso l'Università di Scienze e Tecnologie Agrarie. Centinaia i messaggi di cordoglio da parte dei suoi amici più cari ma anche di semplici conoscenti, pubblicati in queste ore sul suo profilo Facebook, dove poco prima della tragedia, Stefano aveva pubblicato una foto della sua trasferta domenicale a Palazzolo Acreide, da cui non è mai più tornato. Tra i suoi amici c'era anche il primo cittadino di Modica Ignazio Abbate che questa mattina ha pubblicato un messaggio di rabbia e tristezza per l'ennesimo figlio di Modica che non c'è più.

Un anno orribile per la città di Modica che piange con Stefano l'ennesima giovane vittima. "In nome di una passione non si può perdere la vita", ha scritto Abbate, che ha lanciato un messaggio ai giovani invitandoli a correre in pista e lasciare stare le strade che sono state fatte per altro. Su quella stessa strada altri centauri negli ultimi anni hanno perso la vita.