Ragusa, l'ospedale Arezzo di Ibla ancora al freddo

Le rassicurazioni del Direttore Generale dell’Asp di Ragusa, Maurizio Aricò, e la promessa che l’impianto di riscaldamento dell’ospedale Maria Paternò Arezzo sarebbe ripristinato e rimesso in funzione entro il prossimo 30 novembre, non sono servite evidentemente a far cessare proteste e polemiche. La deputata nazionale del Movimento 5 stelle, MariaLucia Lorefice, infatti, lamenta che “si debba arrivare sempre con i tempi stretti anche per la naturale e necessaria manutenzione che, ovviamente, avrebbe dovuto essere fatta prima che le temperature calassero, ovvero prima dell’arrivo dell’inverno”.

La parlamentare grillina poi, in merito alla data del 30 novembre per il previsto ripristino del riscaldamento, osserva che “tale data non ha alcun riscontro con la necessità impellente che si trovi una soluzione, sia pure alternativa e momentanea, dato che trattasi di un ospedale ove i degenti stanno soffrendo il freddo di questi giorni e di queste notti e, ove, com’è ben noto alla Direzione ospedaliera, i pazienti sono esposti alle basse temperature quando sottoposti ad esami che richiedono la svestizione. Cosa ancora più grave è che nello stesso presidio ospedaliero sono presenti l’unità di terapia intensiva neonatale e il reparto di pediatria, per cui gli esami vengono eseguiti anche su pazienti molto piccoli che, va da sé, dovrebbero stare al caldo e non al gelo.

Invito ancora una volta la Direzione a trovare una soluzione tempestiva, fosse anche provvisoria, per rimuovere immediatamente tale situazione di grave disagio venutasi a creare e che si protrae già da settimane così da permettere agli operatori del presidio di espletare al meglio la propria funzione e ai pazienti di godere di una degenza dignitosa”. Sulla questione era intervenuto anche il presidente del laboratorio 2.0, Livio Tumino che aveva auspicato che “i vertici dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa si attivassero celermente per risolvere il problema” ritenendo che “la sanità ragusana, in particolare al Paternò Arezzo, soffre già di alcuni problemi come lo smantellamento del reparto di Neurologia o la carenza di personale in Ostetricia. Aggiungere a questi disagi anche quello del freddo ci sembra eccessivo”.