Ballarò: l'Europa che non cè

Che l’Europa cosiddetta unita non sia mai esistita nei fatti è stato ampiamente argomentato da illustri politologi, ma che coloro che rappresentano le Istituzioni europee fossero d’un profilo tanto basso viene dimostrato ogni giorno di più.Nei mesi scorsi il nostro Presidente del Consiglio aveva dichiarato che la flessibilità di bilancio in Europa è arrivata grazie a lui durante il semestre italiano di Presidenza nella UE.Rapida e netta la replica di Juncker, attuale Presidente della Commissione Ue, che ha rivendicato la paternità dell’adozione di nuove linee guida per una maggiore flessibilità di bilancio usando parole forti: “Il merito è mio, non di Renzi”.

Dopo la replica di Juncker, il nostro Premier ammette:” è vero che la flessibilità in Europa l’ha introdotta Bruxelles ma è arrivata solo dopo molte insistenze da parte dell’Italia. Alla luce di questa “opera buffa” andata in scena tra Roma e Bruxelles emerge chiaro quanto siano millantatori alcuni nostri politici così come rappresentanti delle più alte Istituzioni europee non disdegnino la denigrazione verso loro colleghi. Al nostro Primo Ministro andrebbe spiegato che nella lingua italiana i termini “insistenza, sollecitazione, proposta” hanno un significato diverso dal varare nuove linee guida rispetto al passato; a Juncker, invece, bisognerebbe far capire che una figura tanto importante come quella ch’egli rappresenta oggi non dovrebbe mai arrivare al pettegolezzo da cortile.

E’ noto che l’Europa, se non fosse latitante, avrebbe tante questioni da affrontare e tentare di risolvere:da quella dell’immigrazione a quella di apparire più decisionista rispetto ad alcuni Stati membri e tant’altro in cui emerge un continuo defilarsi o incapacità decisionale.
Ma il tutto è della serie: un’Europa che non c’è!