Sotterrati a Ragusa Ibla i sogni di una mamma migrante

Non dovevano finire qui, sotto la terra di un cimitero, a Ragusa, i sogni e le speranze della giovane mamma partita dalla Libia a bordo di un barcone insieme ai suoi due bambini, per raggiungere il marito e insieme a lui la certezza di un mondo e di un futuro migliori. E invece è finita così, come purtroppo accade per tanti, troppi uomini e donne che per una serie di circostante drammatiche, riescono a fuggire dalla guerra, dalla violenza e dalla miseria, ma non raggiungeranno mai la loro meta. Oggi ai funerali della donna originaria del Mali, Aminata Kone, giunta cadavere al porto di Pozzallo il 6 novembre scorso, c'erano anche i suoi due bambini di 6 e 9 anni e il loro papà rintracciato dagli uomini della Squadra Mobile di Ragusa in provincia di Ancona dove lavorava.

Il ritrovamento è stato possibile anche grazie alla mamma dei due bambini, che prima di partire aveva cucito all'interno di una tasca della felpa dei bambini un biglietto con alcuni numeri di telefono, tra cui quello del loro papà. La donna com'è noto era giunta priva di vita al porto di Pozzallo per schiacciamento durante la traversata, ma facendo scudo col suo corpo era riuscita a salvare la vita ai suoi due bambini. Questa mattina alla toccante cerimonia svoltasi al cimitero di Ibla c'era anche l'iman di Ragusa Radhwen, che ha officiato i funerali, il prefetto di Ragusa Maria Carmela Librizzi, i sindaci di Ragusa Federico Piccitto e di Pozzallo Luigi Ammatuna, i rappresentanti delle forze di polizia territoriali.