Consorzio Bonifica Ragusa, lavoratori a rischio

La crisi agricola del territorio ragusano, al di là del pur gravissimo attacco da parte di virus che hanno infettato varie coltivazioni, si dibatte anche tra criticità endemiche che sono esplose in queste ultime settimane, con un aumento esorbitante dei canoni per gli agricoltori e con la mancata assunzione dei lavoratori a tempo determinato. A tracciare un quadro molto lucido della complessa situazione è il deputato regionale Udc Orazio Ragusa che spiega “l’ammontare delle bollette dei canoni del consorzio di bonifica di Ragusa è praticamente quadruplicato.

La riduzione del sostegno finanziario proveniente dalla Regione si è risolto, alla fine, in un esborso notevole per gli agricoltori che, già alle prese con virosi di vario tipo, oltre che con la crisi del settore, si sono trovati a dovere subire pure questa mazzata da cui rischiano di non riprendersi più”. Dall’altra parte, prosegue il deputato sciclitano, “ci sono i dipendenti che un tempo venivano attivati dal consorzio per un determinato periodo (151nisti, 101nisti, etc.) che chiedono di essere assunti così come stabilito da una sentenza della magistratura del lavoro. Le sentenze vanno attuate, applicate. A fronte di numerose sollecitazioni, invece, niente di tutto questo. Ritengo che non si possa fare finta di niente”. Orazio Ragusa ha perciò scritto una lettera aperta all’assessore regionale all’Agricoltura, Antonello Cracolici, chiedendogli di “valutare in che termini è possibile intervenire nel tentativo di calmierare gli importi delle bollette della bonifica che, tra l’altro, se non corrisposte, saranno iscritte a ruolo con tutte le conseguenze, in termini di accanimento da parte degli enti di riscossione, che ciò può comportare”, così come, a proposito dei lavoratori ha chiesto a Cracolici “la necessità di uscire da questo stato di incertezza ed è opportuno che il Governo regionale intervenga con l’obiettivo di trovare una strada percorribile. Altrimenti, la situazione andrà sempre di più a peggiorare sino a diventare insostenibili”.

Da parte sua il deputato regionale del Pd, Nello Dipasquale si è fatto carico di una intermediazione con l'assessore regionale all'Economia, Alessandro Baccei, per risolvere anche la questione dei dipendenti del Consorzio di Bonifica di Ragusa che non percepiscono più lo stipendio da 5 mesi. Per Dipasquale si tratta di “una situazione grave che coinvolge centinaia di famiglie e che si riverbera nel comparto agricolo, già duramente colpito da una crisi ormai cronica. Proprio in questi giorni, infatti, gli agricoltori stanno ricevendo le bollette relative al Contributo di bonifica e miglioramento fondiario. In pratica, senza il sostegno della Regione, il Consorzio è costretto a caricare i costi di funzionamento quasi totalmente ai proprietari dei terreni.

E' il cane che si morde la coda. Il settore agricolo non può riuscire a sopportare anche questo peso, ma d'altra parte non è neanche possibile lasciare dei lavoratori senza retribuzione per così tanto tempo”. Su queste problematiche Nello Dipasquale ha anninciato un incontro a Ragusa per il prossimo 14 novembre tra l’assessore Baccei e una delegazione dei dipendenti del Consorzio di Bonifica. Una forte presa di posizione contro le bollette dei canoni arrivati agli agricoltori era venuta anche da istituzioni locali. Infatti da Ispica il sindaco Pierenzo Muraglie e il presidente del consiglio comunale Giuseppe Roccuzzo avevano sottolineato che “a fronte degli oltre 700.000 euro che il Consorzio vorrebbe da tutti i consorziati ispicesi, siano essi agricoltori, allevatori o semplici cittadini o pensionati proprietari dei terreni, lo stesso Consorzio dimostra e dichiara in un proprio documento denominato “Piano di Classifica per il riparto della contribuenza” che sul territorio di Ispica tassato dal Consorzio non insistono sorgenti, pozzi, invasi o aree irrigue attrezzate e pertanto l’indice irriguo è nullo mentre è basso l’indice idraulico. In estrema sintesi, il beneficio è di gran lunga inferiore al costo”. Muraglie e Roccuzzo hanno preannunciato un consiglio comunale aperto in cui raccogliere le istanze degli ispicesi ed avviare così una protesta nei confronti degli organi regionali palermitani. (da.di.)