Legambiente Ragusa: allarme per riparo sotto roccia

Sia il circolo Il Carrubo di Legambiente Ragusa che il gruppo consiliare dell’associazione ‘Partecipiamo’ lanciano l’allarme per le operazioni di sbancamento ed edilizie che stanno mettendo in pericolo il sito preistorico del ‘riparo sotto roccia’ di contrada Fontana Nuova, pochi chilometri a nord di Marina di Ragusa. Infatti, scrive Legambiente, “apprendiamo che qualche giorno fa le ruspe hanno fatto la loro comparsa devastando migliaia di metri quadri di macchia mediterranea e rocce naturali a poche decine di metri dal Riparo sotto Roccia; si è avuta così notizia dell’approvazione con relativa concessione di alcuni immobili apparentemente “al servizio dell’agricoltura” per la realizzazione di una azienda olivicola; ma la cosa clamorosa è che queste concessioni non sono state rilasciate dalle precedenti amministrazioni ben note per essersi rese responsabili della cementificazione del territorio ma da un’amministrazione 5 stelle che in teoria avrebbe dovuto bloccare il consumo di suoli, tutelare il territorio e valorizzare per una fruizione turistica siti straordinari come il Riparo sotto Roccia di Fontana Nuova, ma anche promuovere il parco degli iblei e bloccare definitivamente questo continuo degrado, trivelle petrolifere comprese, che ha investito ormai da un decennio uno dei territori paesaggisticamente più importanti di Italia.

Tutto ciò è accaduto perché non si è approvata o voluto approvare la variante all’art. 48 che avrebbe impedito un delitto culturale che grida vendetta”. Ma la cosa ancor più sconcertante, per l’associazione ambientalista è che “le autorità preposte a seguito delle numerose proteste hanno risposto che non c’era nulla da fare e che i lavori sono realizzati con regolare concessione, ma con buona pace dei nostri amministratori ci occorre ricordare che il sacco di Palermo ad opera del famigerato Don Vito Ciancimino e dei suoi compagni di merende fu realizzato tutto con regolare concessione edilizia”. Per capire come si è arrivato a questo ennesimo attacco al territorio ragusano ed alle sue peculiarità archeologiche storiche paesaggistiche e architettoniche, il circolo il Carrubo ripercorre la cronistoria del sito archeologico “nel 2005 il Comune di Ragusa ha intrapreso un progetto di tutela e valorizzazione acquisendo il Sito direttamente interessato dal Riparo sotto Roccia e realizzando una strada ed un parcheggio per consentirne la fruizione.

Purtroppo l’interesse iniziale è stato seguito prima dall’abbandono e dalla mancata manutenzione che ne ha di fatto impedito la fruizione ma poi, e cosa ben più grave, è stato tagliato fuori dal piano paesaggistico della Soprintendenza di Ragusa che avrebbe dovuto imporre un vincolo di tutela 3 di immodificabilità assoluta in tutta l’area di intervisibilità dell’importantissimo sito. Nè tanto meno si è dato seguito ad uno sforzo congiunto di Soprintendenza ed Amministrazione di Ragusa per farne uno straordinario Parco Archeologico. Ma all’abbandono da parte delle istituzioni del sito ha fatto seguito un interesse speculativo di alcuni privati che con l’apertura di una strada che devastava la macchia mediterranea ha pensato bene di realizzare in pieno verde agricolo una serie di villette. Prontamente denunciata da Legambiente e dalle altre associazioni ambientaliste ragusane, l’operazione venne bloccata dalla Procura di Ragusa, mentre l’allora Soprintendente Alessandro Ferrara, messo sotto pressione dall’opinione pubblica annunciò l’imposizione di un vincolo che avrebbe salvaguardato definitivamente l’area. Nella realtà impose alla sezione archeologica un vincolo minimo, con la conseguente approvazione della strada di lottizzazione e delle villette che sono state, nel silenzio delle Istituzioni, in questi due anni realizzate”. Durissimo il giudizio politico sulla vicenda da parte del gruppo consiliare di Partecipiamo, composto da Mirella Castro e Giovanni Iacono che affermano “Il 'riparo sotto roccia' sito di straordinario ed inestimabile valore storico lasciato all'abbandono”.

Quindi i due consiglieri proseguono “gli amministratori del bene comune sono incapaci ed uno dei tanti esempi è dato dalla vicenda Parco degli Iblei e, per ultimo, dall'incapacità a tutelare e valorizzare un sito di inestimabile valore storico quale il 'riparo sotto la roccia' di epoca preistorica che 'racconta' la storia primordiale degli insediamenti umani nell'isola. Soprintendenza e Comune di Ragusa in questi anni si sono 'palleggiati' la responsabilità della valorizzazione e concreta possibilità di fruizione turistica del sito e dell'ambiente circostante e alla fine, il risultato del fallimento, sta nella cementificazione che è stata autorizzata attorno al sito. Un gravissimo atto di miopia politica ed amministrativa. Un enorme danno all'umanità e dai risvolti negativi anche economici per la mancata fruizione turistica di un sito che meriterebbe il riconoscimento di patrimonio dell'umanità. Svolgeremo gli atti ispettivi necessari” Infine per comprendere l’importanza di questo misconosciuto sito archeologico ragusano, lasciamo ancora la parola a Legambiente “in Sicilia la comparsa dell’antenato dell’uomo moderno (circa 25000 anni a.c.) è dimostrata dai manufatti in selce rinvenuti presso Fontana Nuova (Marina di Ragusa) in quel “Riparo sotto Roccia” che è diventato il più importante sito della preistoria del Mediterraneo, paragonabile solo alla famosa grotta di “Lascaux” in Francia e a pochi altri siti importantissimi per la storia della comparsa dell’uomo moderno nel Mediterraneo.

Questo Sito oltre alla grandissima importanza storica era anche fino ad un paio di anni fa un luogo di straordinaria valenza paesaggistica, attestato come era su un costone di singolare bellezza con un bosco di macchia mediterranea ed una veduta sul mare che si allargava su tutta la costa fino alle Isole di Malta. Il Riparo sotto Roccia di Fontana Nuova con il suo sito evocativo racconta al mondo la storia della comparsa dell’uomo nel Mediterraneo, dove tutto ha avuto inizio, un potenziale sito Unesco e una straordinaria opportunità di offerta turistica quanto e forse più delle nostre Cattedrali barocche e le tante cose incredibili che il nostro territorio può offrire e che ne hanno determinato il vertiginoso sviluppo turistico che è sotto gli occhi di tutti”. (da.di.)