Referendum costituzionale: le bugie del Sì

Da oltre due anni Maria Elena Boschi, Ministro per le Riforme Costituzionali lavora con un folto gruppo di Parlamentari della maggioranza di Governo per riformare ben 47 articoli della nostra Carta Costituzionale; dal mese di maggio di quest'anno in Italia non si parla d'altro e fino al 4 dicembre, data in cui si andrà a votare, i Parlamentari non si occuperanno d'altro se non di promuovere il SI o il No al Referendum.

Si è sempre detto, e non dal fruttivendolo sotto casa nostra, che la nostra Costituzione fosse la più bella del mondo, perchè dunque cambiare una cosa tanto bella ed unica se non per finalità riconducibili ad interessi politici di bottega? Perchè si è sempre parlato di sovranità popolare quando si sta tentando con questo referendum di precludere agli italiani la possibilità di votare per eleggere i Senatori? Anche il Presidente della Repubblica, nel caso vincesse il SI, ne uscirebbe "dimagrito" dalla riforma, in quanto non potrebbe più sciogliere il Senato e di fatto neppure la Camera che potrebbe essere sciolta solo dal Premier, decidendo quindi sulla vita o la morte della legislatura.
Troppe le incongruenze per poter condividere le ragioni del SI formulate da questo Referendum!

Ma un'altra considerazione che nasce spontanea in moltissimi italiani è se fosse il caso di dedicare oltre due anni d'impegno di Ministri e Parlamentari ad una riforma della quale nessun italiano avvertiva l'esigenza, in presenza di problematiche molto gravi e di non facile soluzione quali il progressivo aumento del debito pubblico, la presenza di cinque milioni di persone divenute indigenti, d'una situazione occupazionale che non accenna a risolversi e che costringe alla ripresa dell'emigrazione verso altri Paesi e del mantenimento d'iniquità che vedono pensionati con trentamila euro al mese e lavoratori in pensione con 500 euro al mese. Il Premier, sedicente rottamatore, di fatto sta provando a rottamare l'Italia in nome d'un maggior potere personale, devastando il suo stesso partito, avvantaggiando i suoi rivali politici e mantenendo tutte le iniquità esistenti al suo arrivo.

Viene da chiedersi inoltre quanto possa ritenersi opportuno che un Sindaco o un Consigliere regionale lo si possa ritrovarcelo in Senato senza che gli italiani lo abbiano eletto per tale ruolo con il privilegio dell'immunità parlamentare spettante a tutti i Parlamentari democraticamente eletti. Si vuole forse che i futuri indagati dalla Giustizia siano protetti dalla politica? Avvilenti e demagogiche le previsioni catastrofiche dei riformatori costituzionali, come se il futuro dell'Italia dipendesse davvero dalla vittoria dell'uno o dell'altro fronte. A prescindere comunque dai legittimi sospetti che molti italiani stanno avanzando sul merito della riforma, questa rimane opinabile anche nel metodo poichè una riforma della Carta Costituzionale non dovrebbe mai avvenire senza il contributo di tutte le forze politiche del Paese e soprattutto in assenza di quella trasparenza alla quale i cittadini hanno diritto. Credo e spero che la riforma non passi, quantomeno per dimostrare ai nostri pessimi rappresentanti istituzionali che gli italiani sono più maturi di quanto loro credano.