Roberta Bruzzone a Ragusa

“L’appello che posso fare alle donne vittime di violenze è ben preciso. Bisogna assolutamente, appena emerge qualcosa che non va nella relazione, con riferimento ai comportamenti che vanno a ledere l’autostima della donna, dove l’obiettivo è di trasformarla in una sorta di burattino, con una serie di condotte volte a squalificarla sotto ogni tipo di profilo, avere la forza di interrompere questa relazione”. E’ una delle dichiarazioni fatte questa mattina dalla dottoressa Roberta Bruzzone, criminologa psicologa forense, tra gli esperti più gettonati della tv nazionale, che ha partecipato, all’auditorium San Vincenzo Ferreri di Ragusa Ibla, all’appuntamento promosso dal Collegio Ipasvi di Ragusa, con il patrocinio dell’Ordine dei medici, dal titolo “La scena del crimine.

I sanitari sulla scena del crimine in emergenza intra ed extra ospedaliera e nei casi di violenza sessuale”. “Attenzione – ha continuato la Bruzzone riferendosi a casi particolari di violenza sessuale – perché questi uomini non cambiano, possono solo peggiorare, molti sono narcisisti perversi e godono cibandosi della fragilità della propria vittima. Se si è in un circuito di questo genere, bisogna avere la forza di interrompere la relazione. Se ciò non accade, purtroppo, l’evoluzione maligna è una certezza. L’invito che facciamo alle donne è leggersi dentro, fino in fondo, e ammettere di avere fatto un errore, di avere scelto una persona sbagliata, è successo a tutti noi, e riprendersi la propria vita e la propria strada senza questo tipo di soggetto”. La Bruzzone si è soffermata, poi, ad approfondire alcuni aspetti della gestione psicologica delle vittime di abusi sessuali, adulti e minori. “I casi di violenza sessuale in calo? – ha continuato - Molto spesso stiamo parlando di reati che comportano l’assenza di denuncia. La vittima non denuncia, non chiede aiuto o comunque mette in pratica delle azioni di natura stragiudiziaria per cercare di contenere il rischio e il danno. Purtroppo abbiamo dei dati molto significativi, è uno dei reati con il maggior numero oscuro, si calcola che solo due casi su dieci giungano all’attenzione dell’autorità giudiziaria. Attenzione a quando leggiamo calo delle violenze sessuali: l’unico calo è nelle denunce delle violenze sessuali”.

Ad aprire i lavori è stato il presidente del Collegio, Gaetano Monsù, che ha ringraziato tutti i partecipanti. Il corso, infatti, era accreditato per tutte le professioni sanitarie e ha partecipato anche personale non sanitario (soccorritori ed autisti ambulanza del 118) oltre a polizia, carabinieri, vigili del fuoco e vigili urbani. E’ intervenuto, inoltre, il sindaco di Ragusa, Federico Piccitto, che ha portato i saluti della città, il procuratore della Repubblica, Carmelo Petralia, e il questore Giuseppe Gammino. Interessanti anche le relazioni del medico legale Giuseppe Iuvara, che ha parlato dei fenomeni tanatologici e della constatazione del decesso, oltre che del sopralluogo del medico legale sulla scena del crimine, e dell’infermiere forense Gaetano Pastro che ha messo in evidenza quale il ruolo dei sanitari sulla scena del crimine, soffermandosi sulle tecniche di gestione e intervento. Molto seguita anche la relazione dell’istruttore e direttore di tiro Tsn Mario Pastro sulla movimentazione in sicurezza di armi sulla scena del crimine durante l’intervento in emergenza urgenza dei sanitari. Infine, il presidente Monsù ha posto l’accento sulla responsabilità professionale dell’infermiere in emergenza urgenza. Sono state anche promosse delle simulazioni e dimostrazioni pratiche mentre una “crime scene” è stata allestita proprio all’esterno dell’auditorium.