Cosa hanno in comune i migliori manager italiani?

Se vi state chiedendo cosa accomuna i migliori manager italiani così da poterli imitare e diventare un giorno anche voi un manager di successo, siete sull'articolo giusto! La prima cosa che viene in mente è lo stipendio, ma ovviamente questa è solo una conseguenza! Ciò che rende un qualsiasi manager un manager realizzato in tutto e per tutto, sono dei piccoli elementi che uniti garantiscono una rapida ascesa. Prima di iniziare però, scopriamo assieme chi sono i cosiddetti “migliori manager italiani”, o almeno alcuni di loro, intendendo con migliori i più performanti. Sergio Marchionne, colui che ha sollevato le sorti della FIAT, attuale Amministratore Delegato della Fiat Chrysler Automobiles N.V., di FCA Italy nonché Presidente e sempre Amministratore delegato della FCA US e di Ferrari S. p. A. Nel 2012 è stato riconosciuto come il secondo manager più pagato con uno stipendio annuo di 7.387.300 €.

Marco Tronchetti Provera, milanese, imprenditore e dirigente d'azienda. Amministrato Delegato e Presidente del Gruppo Pirelli dal 2015, nominato Cavaliere del lavoro nel 1996. Nel 2001 ha dato vita alla Fondazione Tronchetti Provera, dedicata al padre Silvio Tronchetti Provera, puntando sulla tecnologia e investendo sui giovani al fine di promuovere la ricerca scientifica. Tatiana Rizzante, CEO di Reply. Ricca di esperienze e competenze nelle tecnologie e architetture IT, con una spiccata creatività dovuta al lavoro come Digital Experience Multimediale. Sono diversi i settori di cui si è occupata, dall'Automotive alle assicurazioni, al retail, alle banche. Alessandra Gritti, Vice Presidente e Amministratore Delegato di Tamburi Investment Partners S.p.A., classe 1961. Una laurea in Economia aziendale e una specializzazione in Finanza Aziendale presso l'Università Bocconi di Milano.

Giovanni Bossi, che ha basato la sua carriera sulla Tecnologia e sugli sportelli 2.0, Amministratore Delegato della Banca Ifis. Che ha dichiarato in un'intervista rilasciata il 3 gennaio scorso a Francesco Perugini per il magazine Business People: “Uno dei segreti è lavorare tantissimo, ma questo non basta perché lo fanno anche altri. Si deve provare, sbagliare e riprovare pensando sempre alle esigenze del mercato al quale ci si rivolge. Un’azienda non può essere un ectoplasma alieno alla società, lo sappiamo, e questo vale anche per le banche che storicamente si sono comportate un po’ così. Noi puntiamo a dare sempre risposte al mercato con cattiveria, innanzitutto verso noi stessi. Nel mondo liquido di oggi la dinamicità è strutturale, non si può vivere di rendita: bisogna sempre sottoporre a vaglio critico il proprio posizionamento. Che non vuol dire cambiare sempre, ma essere costantemente pronti a farlo.”

John Elkann, Presidente e Amministratore Delegato della Exor s.p.a, successore del nonno Gianni Agnelli entra a far parte del Consiglio di Fiat a soli 21 anni. Laureato al Politecnico di Torino, viene eletto nel 2008, con decisione unanime, Presidente dell'IFIL. Luca Maestri, Chief Financial Officer e Vice Presidente della Apple. Romano, laureato in Economia alla Luiss, è arrivato a guadagnare più di Tim Cook nel 2015. Ha iniziato la sua carriera come top manager presso la Nokia-Siemens, la Xerox e la General Motors. Raccogliendo un po' di informazioni tra le diverse interviste rilasciate dai maggiori manager italiani ai quotidiani più diffusi, siamo giunti alla conclusione che un buon manager, quello destinato a fare carriera, ha questi punti in comune che caratterizzano ognuno di loro:


1. I manager di successo hanno un atteggiamento positivo, sono dei positivisti. Senza disturbare i grandi filosofi, semplicemente nella vita di tutti i giorni tendono a riconoscere gli aspetti positivi delle persone che gestiscono e del loro lavoro ovviamente. Certo in alcuni casi potrebbe sembrare che siano poco esigenti, ma in realtà non è così. Alcuni studi hanno infatti dimostrato che andare sempre alla ricerca dell'errore o dell'imperfezione crea delusione e se un membro della squadra è scoraggiato, tutto il lavoro diventa contaminato e di conseguenza anche il manager non riesce a ottenere prestigio.

2. I manager di successo danno l'esempio. Essere un punto di riferimento per il proprio team è fondamentale. Non possono pretendere che la proprio squadra lavori mentre loro vanno a prendere un caffè o rimangono a chiacchierare amabilmente sull'uscio della porta dell'ufficio.

3. Un terzo elemento in comune dei manager di successo è la vulnerabilità, il riconoscere i propri errori e soprattutto ammetterli. Questo atteggiamento riprende di conseguenza il secondo punto, ovvero dare l'esempio. Il manager quindi si deve mettere allo stesso livello del suo personale e deve riconoscere e autodenunciarsi quando sbaglia.


Se riconoscete in voi alcune di queste caratteristiche, allora siete sulla buona strada per diventare dei manager di successo Made in Italy. Ricordate però che un grande manager è anche un grande leader. Ciò che nel management viene richiesto è di mantenere l'ordine e l'equilibrio tra diversi settori e sistemi senza però fossilizzarsi nelle regole, ed è qui che un manager diventa un leader.