Le architetture antisismiche

In tutto il mondo, specialmente in quello dove spesso accadono eventi che diventano catastrofi, è iniziata una più intensa attività a progettare e realizzare edifici – anche alti – utilizzando materiali elastici che abbiamo le caratteristiche di resistere meglio alla forza d’urto dei terremoti .
Nell’ultimo secolo , siamo andati sempre più in alto nella costruzione di edifici - e la gara fra i paesi non è ancora terminata - tant’è vero che si comincia a parlare di raggiungere i 1000 metri di altezza ( un edificio di 850 metri c’è già a Dubai e in qualche parte della Cina ) e le tecnologie utilizzate per la realizzazione delle strutture sono state pressochè le stesse : il cemento armato, il ferro , l’acciaio, l’alluminio.
Un altro materiale che pare si prestasse bene per le sue caratteristiche è vegetale: il bambù ma non si hanno notizie di realizzazione di edifici alti, mentre pare che il legno comincia ad essere preso in seria considerazione in varie zone del pianeta .

A Stoccolma, Portland, Marina del Rey sono stati ultimati o sono in corso di ultimazione edifici con oltre i 10 piani di altezza ed anche a Parigi le autorità stanno valutando di dare il via libera al progetto di Michael Green alto 35 piani, edifici che hanno in comune un elemento strutturale essenziale: il legno.
Basso impatto ambientale e maggiore resistenza ai terremoti sono le caratteristiche primarie a rendere il legno già adesso competitivo con tutti gli altri sistemi costruttivi. Il legno è un materiale che è sempre stato usato a varie latitudini (specialmente in America) ma per costruzioni di modeste dimensioni ; con il legno lamellare a strati incrociati comincia una nuova era : si comincia ad andare anche in altezza.
A dir la verità “In Giappone, ambiente piovoso e sismico sono rimasti in piedi edifici di legno costruiti 1400 anni fa, come la pagoda a 5 piani di Horyu-ji (607d.c.)” ci dice Giuliano Aluffi su Repubblica del 13 Settembre.

Per la crescente urbanizzazione del mondo e i cambiamenti climatici, l’Onu stima che 2,5 miliardi di esseri umani, entro il 2050 , avranno bisogno di una nuova abitazione nelle città. Conciliare quest’esigenza insopprimibile e l’altrettanto pressante bisogno di proteggere il pianeta dai gas serra: La soluzione potrebbe arrivare attraverso il legno, che peraltro rievocando l’idea ancestrale della foresta- cibo, vita e nascondigli - riduce la sensazione di minaccia che il sistema simpatico fa scattare in condizioni di stress.

Pietro Storniolo