Spazio, la Via Lattea potrebbe rompersi

Tra alcuni miliardi di anni la Via Lattea potrebbe rompersi. Lo dice una delle primissime osservazioni di Gaia, il satellite lanciato nel 2013 dall' Agenzia Spaziale Europea (Esa) che sta realizzando la più completa e precisa mappa in 3D della galassia. I dati vengono presentati oggi alla comunità scientifica presso l'Agenzia Spaziale Italiana (Asi). Adesso i ricercatori di tutto il mondo potranno iniziare ad analizzare immagini e dati, in un quella che si annuncia una combattutissima gara alla scoperta. 

Al lavoro da quasi 3 anni, Gaia è impegnata a misurare distanza, luminosità e molti altri parametri di circa 1 miliardo di stelle per costruire così la più dettagliata mappa dell'ambiente che circonda il nostro pianeta. Il satellite è stato interamente finanziato dall'Esa e a realizzarlo è stata una cordata europea di imprese guidata da Airbus Defence and Space, cui ha partecipato l'italiana Leonardo-Finmeccanica, fornendo tra le varie cose anche i sensori necessari al mantenimento della posizione del satellite e gli schermi di protezione dal calore del Sole, Thales Alenia Space (joint venture Thales e Finmeccanica) con specifici sistemi di comunicazione e Telespazio (joint venture tra Leonardo e Thales) per aspetti legati alle operazioni di lancio e controllo missione. L'Italia ha anche un fondamentale ruolo scientifico con oltre 70 ricercatori Inaf e Asi che hanno grande rilevanza nel consorzio di analisi dati da Gaia (Dpac), con i centri Altec a Torino, dove viene raccolta e archiviata l'enorme mole di dati prodotti dal telescopio Gaia, e l'ASi Science Data Center, che gestisce l'analisi dei dati, situato a Roma.