Ragusa, sospeso da Cga il piano aziendale Asp

Evidente la soddisfazione con cui parte degli ambienti politico-istituzionali ragusani ha accolto la notizia della sospensiva ottenuta dall’Amministrazione comunale in risposta al ricorso al CGA della Regione Sicilia contro il Piano aziendale dell'ASP. E mentre il sindaco, affiancato dall’assessore Stefano Martorana e dall’avvocato dell’ente, Boncoraglio, ha illustrato in conferenza stampa l’iter che ha portato all’importante traguardo, il presidente del consiglio comunale, Antonio Tringali, ha così voluto commentare la decisione dell’organo di giustizia amministrativa: “in merito alla sospensiva ottenuta dall’Amministrazione comunale in risposta al ricorso al CGA contro il Piano aziendale dell'ASP, mi complemento per il lavoro svolto dall’avvocatura comunale che ha ottenuto questo importante risultato che giova alla città e ai nostri concittadini. In modo contestuale, esprimo la mia personale soddisfazione per il modo inequivocabile e coeso con cui il Consiglio Comunale, così come ha fatto anche nel corso della seduta aperta svoltasi nei mesi scorsi, ha allineato la propria posizione con quella assunta dall’Amministrazione comunale. Abbiamo agito insieme ben al di là dell’appartenenza politica mettendo in primo piano, in modo esclusivo, il bene della nostra città, esprimendo in tal modo il nostro forte dissenso nei confronti del Piano aziendale proposto dall’Azienda sanitaria provinciale di Ragusa”.

Doveroso sottolineare che sia in conferenza stampa che nella nota del presidente Tringali non si è minimamente fatto alcun cenno all’operato del precedente presidente del consiglio Giovanni Iacono, come per lo meno cortesia istituzionale avrebbe ritenuto d’obbligo. Ed appunto la maggiore soddisfazione per il risultato ottenuto viene espressa dal direttivo dell’associazione Partecipiamo il cui esponente di spicco, Giovanni Iacono, nelle veste di Presidente del Consiglio Comunale, all’epoca dei fatti, era stato tra i maggiori artefici della dura reazione del Comune capoluogo per quello che era stato letto come un fare terra bruciata della sanità pubblica di Ragusa. Senza inutile e falsa modestia, l’organo direttivo dell’associazione, fin dal titolo della nota ufficiale afferma che “il nostro lavoro e quello di buona parte del Consiglio Comunale hanno i primi riconoscimenti giuridici”.

Nel commentare l’ordinanza con cui il CGA “ha accolto l’istanza cautelare in primo grado avanzata dal Comune di Ragusa avverso il piano aziendale” Partecipiamo rivendica (“onore ai meriti e disonore ai demeriti”) che “sono state accolte le tesi inserite nel ricorso del Comune di Ragusa integralmente tratte dal lavoro svolto dall’allora Presidente del Consiglio Comunale Giovanni Iacono. Ragioni e motivazioni molto articolate e specifiche su cui Giovanni Iacono prima, in maniera urgentissima, da presidente del Consiglio, convocò e ricevette la piena condivisione di tutti i capigruppo consiliari che sostennero pienamente la battaglia comune e che poi, attraverso un lavoro meticoloso e preciso su tutta la normativa del settore, scrisse, nero su bianco, nell’ordine del giorno presentato ed approvato dal Consiglio Comunale con delibera 73 del 22.10.2015. Tutte quelle motivazioni, non meramente rivendicative ma sostanziali, sono state fondamentali e determinanti per la stesura del ricorso presentato dall’ottima Avvocatura del Comune di Ragusa”. Insieme al “lavoro certosino” di Iacono, il direttivo sottolinea anche “quello del Consiglio Comunale e dei capigruppo consiliari che ne condivisero e sottoscrissero le azioni e che trovarono condivisione piena anche nella cittadinanza attraverso il Consiglio Comunale aperto svoltosi dinanzi all’Ospedale Civile di Ragusa il 5 ottobre 2015 e poi in sede di audizione alla VI Commissione dell’ARS nel duro confronto con il Direttore generale dell’ASP7”.

Infine i dirigenti di Partecipiamo concludono che “per l’U.O. speciale di Neurologia, l’.U.O.C. di malattie infettive i e l’U.O.C. di Otorinolaringoiatria e per tutto ciò che è stato, inspiegabilmente e scelleratamente progettato in termini di smantellamento dell’Ospedale di Ragusa, non ritorna adesso la speranza perché quella non l’avevamo mai persa, ma ritorna adesso una maggiore serenità e determinazione per il prosieguo delle nostre sacrosante battaglie rispetto alle decisioni dannose del Direttore Generale e dei deputati regionali che da ‘ispiratori’ e ‘suggeritori’ avevano dichiarato, a Ragusa e a Palermo, quel piano ‘perfetto’.”