Le dimissioni del grillino Dipasquale e l'implosione del M5S

E’ l’argomento politico per antonomasia in questa ripresa della stagione politico-amministrativa ragusana, la dimissione da consigliere comunale del grillino Salvo Dipasquale, che già precedentemente aveva assunto posizioni critiche nel confronti del resto del suo gruppo consiliare e della stessa amministrazione pentastellata. Peraltro i toni usati dall’esponente 5 stelle nel motivare la sua scelta di abbandono non sono certo teneri, fin dal titolo della sua nota dove si parla di “dimissione irrevocabile”. E Dipasquale così prosegue “ho deciso di rassegnare le mie dimissioni dalla carica di consigliere comunale dopo aver vagliato ed approfondito alcune considerazioni personali e certune politiche, che mi hanno portato a prendere questa decisione da tempo ponderata.

In questa decisione inequivocabile ed indolore ritengo esprimere un’analisi di questa esperienza: abbiamo commesso degli errori e ribadisco ”abbiamo” perché la responsabilità deve necessariamente essere estesa verso tutti, dal Sindaco alla Giunta ed ai Consiglieri, ove alcune scelte politiche/amministrative hanno alimentato delle lamentele da parte dei cittadini ragusani sfiduciandoli sul nostro operato; c’è da considerare che altre scelte, invece, sono state sostenute ed apprezzate ma questo non basta, necessita ancor più vicinanza e contatto con i cittadini, restano oramai 2 anni e mi auguro che serviranno a colmare questo distacco”. Dopo gli auguri di buon lavoro espressi a chi gli subentrerà (Maria Rosa Marabita) Salvo Dipasquale con molta dignità e spirito di servizio conclude “sono orgoglioso di aver ricoperto questa carica e di essermi impegnato nei limiti delle mie possibilità dando il mio contributo a questa importante assemblea elettiva dove tra i vari confronti politici mi ricordo quello avuto con un arroccato consigliere di opposizione che ci teneva a ricordarci “che Voi siete lì , solo di passaggio ” ed infatti “ Noi di passaggio vogliamo essere ” così risposi alla provocazione lanciata dal collega di opposizione che di politica ne ha fatto il proprio mestiere”. Inevitabili i commenti da parte degli avversari politici. Se i due consiglieri democratici Mario D’Asta e Mario Chiavola avevano parlato di “implosione annunciata del movimento 5 stelle a Ragusa (il testo della loro nota è in altra parte di questo giornale ndr), da parte sua il consigliere del Movimento Civico Ibleo, Gianluca Morando, evidenzia la “rottura totale tra il sindaco e la giunta da un lato e il gruppo m5s dall’altro, mentre Palazzo dell’Aquila resta un baluardo inaccessibile ai cittadini”.

E Morando affonda ancor di più il coltello nella ferita ricordando “non solo le ormai periodiche critiche indirizzate al sindaco da parte dei suoi compagni di movimento Stevanato, Agosta e Gulino, che in Aula non perdono occasione per mettere in rilievo ciò che non va nell’azione della Giunta grillina, ma anche Schininà prima e ora Dipasquale sono andati via sbattendo la porta. Il sindaco Piccitto è dunque in rottura con il suo gruppo consiliare, con il meet up grillino ma anche e soprattutto con la città visto e considerato che, asserragliato nel palazzo, non riesce ad avere un minimo contatto con i cittadini che continuano a richiedere appuntamenti senza essere esauditi, con buona pace delle dichiarazioni che lo stesso Piccitto aveva fatto quando si era insediato dicendo che palazzo dell’Aquila sarebbe diventato un palazzo di vetro”. Piuttosto il consigliere del Mci si dice certo che “forse sarebbe stato più giusto rimanere in aula sbattendo i pugni sui banchi per farsi sentire.

Dipasquale ha dichiarato, tra l’altro, che M5s ha commesso parecchi errori. Bene, perché non continuare, dall’interno, a difendere gli interessi della città, come facciamo noi dell’opposizione, con scelte che sarebbero potute pure risultare impopolari agli occhi del sindaco e dei componenti della Giunta, ma proseguendo nel ruolo che i cittadini lo avevano chiamato ad esercitare? Non è possibile che appena si ravvisi qualche difficoltà, si decida di alzare i tacchi, di girarsi dall’altra parte e di andare via. Questo non è un atteggiamento consono per chi intende stare dalla parte dei cittadini. Cosa diversa, invece, ha fatto il sindaco. Che continua a perseverare negli errori. Farebbe bene lui ad alzarsi e ad andarsene. Come ha fatto il collega di movimento Dipasquale”. Rimane ora l’incognita di capire quali posizioni saranno assunte dalla subentrante Maria Rosa Marabita, che è schierata nel meet up RagusAttiva 5 stelle, nato in contrapposizione con quello ufficiale, da questo non riconosciuto, e che ha assunto pubblicamente posizioni contrarie all’operato dell’amministrazione grillina. (da.di.)