Malattia di Crohn, cellule staminali contro fistole

Le cellule staminali potrebbero essere usate per combattere alcune conseguenze della Malattia di Crohn. Sono i risultati di uno studio internazionale, guidato dal professor Silvio Danese, responsabile del Centro per le malattie infiammatore croniche intestinali di Humanitas e docente di Humanitas University e pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet.Gli ottimi risultati del trattamento con cellule mesenchimali da tessuto adiposo riguardano le fistole perianali che colpiscono i pazienti con Crohn.

Si tratta di una soluzione meno invasiva rispetto a quelle che vengono utilizzate finora, come la chirurgia, i trattamenti con immunosoppressori sistemici, antibiotici oppure inibitori del fattore di necrosi tumorale (anti TNF). Causate dall’infiammazione dell’epitelio, cioè il tessuto di rivestimento della parete dell’intestino, nel 70-80% dei casi le fistole perianali non rispondono alle cure. Lo studio ha coinvolto una cinquantina di ospedali tra Europa, Nord America e Israele tra il 2012 e il 2015, ha messo sotto osservazione 212 malati di Crohn affetti da fistola perianale. I volontari sono stati suddivisi in due gruppi: il primo di 107 pazienti è stato trattato con cellule mesenchimali da tessuto adiposo (Cx601), mentre il secondo (105 pazienti) con placebo. Dopo 24 settimane dall’iniezione di 120.000.000 di cellule Cx601, le fistole erano completamente cicatrizzate e il trattamento risultava ben tollerato dalla metà dei pazienti del primo gruppo, rispetto al 34% del secondo.