Cultura

Amnios, l'abbraccio con l'acqua a Scoglitti

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Amnios, l'abbraccio con l'acqua a Scoglitti Amnios, l'abbraccio con l'acqua a Scoglitti

Amnios, per tornare alle origini embrionali della vita, ma anche per riflettere sulle scelte dell’uomo, avanzando riflessioni che toccano il proprio io e al tempo stesso la collettività. Tra spiritualità e scoperta dei sensi gli artisti Sasha Vinci e Tamara Marino ieri pomeriggio al molo di ponente di Scoglitti hanno dato vita alla performance live “Amnios”, il primo atto di un più amplio progetto che punta a portare l’arte contemporanea a dicembre tra i palazzi storici di Vittoria. A piedi nudi i due artisti, con in mano ciascuno una ciotola di argilla cruda, hanno percorso il selciato del molo di ponente del porto, quel molo realizzato dall’uomo, divenuto fonte di economia per il settore del diportismo, della nautica e della pesca ma che ha contemporaneamente modificato, in modo violento, la morfologia della vicina fascia costiera, avviando una pesante azione di erosione che sta andando ad intaccare anche l’area greca di Camarina.

L’uomo crea artificialmente il molo e contemporaneamente, per l’incontrollato gioco delle correnti, danneggia addirittura la storia, come nel caso dell’area ricca di reperti archeologici. Si nasconde dunque una pubblica denuncia dietro al progetto “Amnios” ideato da Vinci e Marino, promosso dai ragazzi dell'Associazione Culturale Factori, Andrea Carrubba, Nanni Licitra, Andrea Tidona, Antonello Trovato, con il patrocinio del Comune di Vittoria. E se l’obiettivo era quello di trasformare, almeno per un giorno, il borgo marinaro di Scoglitti in teatro all’aperto capace di accogliere l’arte contemporanea, è possibile dire che con la performance artistica ci si è perfettamente riusciti. L’acqua la chiave di lettura di tutto. Fonte di vita e di energia, l’acqua è simbolo amniotico, genesi materna. E l’Amnios è il sacco membranoso, ripieno di liquido, che avvolge e protegge l'embrione fetale.

Ed è da questo aspetto che è partita la ricerca artistica dei due artisti con la volontà di creare un momento che permettesse a quanti hanno partecipato di aver coscienza delle varie problematiche, per interrogarsi sui percorsi finora intrapresi anche a livello globale. La formazione di una coscienza personale ma anche di una coscienza collettiva. Una “ingiunzione” al popolo, proprio come si intitola l’ultimo capitolo dell’opera “Per gli analfabeti” scritta da Antonin Artaud e di cui è stato presentato, con il contributo del musicista e compositore Vincent Migliorisi, un brano con voci registrate e con in sottofondo il suono di un’orchestra che si accorda sulla nota “La” che è la nota dell’acqua, dell’abisso, dell’amnios. Poi la discesa nella vicina spiaggia per entrare in contatto con il mare. Le due ciotole d’argilla, finora portate quasi in processione, sono entrate a contatto con il mare e hanno iniziato a sciogliersi, tornando terra, tornando al liquido amniotico. L'acqua che purifica e che è fonte di vita, a volte è anche morte, conclusione, fine, come accade purtroppo spesso per i nostri fratelli migranti inghiottiti dal mare nei loro viaggi della speranza. Una performance ispirata alla spiritualità ma anche alla dualità nel continuo confronto tra terra e cielo, mare e terra, maschile e femminile, interiorità ed esteriorità girando attorno all’elemento acqua, simbolo perenne di tutte le cosmologie dei popoli. Durante lo svolgersi di tutta la performance è stato realizzato un video in collaborazione con Andrea Errera e Stefano Sgarlata e una documentazione fotografica in collaborazione con Giuseppe La Rosa e Giulia Fraticelli.
 

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Articolo diRedazione

Quotidiano di Ragusa

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