Ragusa, droga in piazza San Giovanni "allarme sociale"

“L’ultimo arresto di venerdì pomeriggio conferma, qualora ce ne fosse di bisogno, che il fenomeno dello spaccio, e di conseguenza quello della presenza in questo senso di un mercato persistente, è tutt’altro che debellato in piazza San Giovanni. I successi delle forze dell’ordine rappresentano, però, un segnale importante. Anche se da soli non bastano. Su questa delicata questione, siamo pronti a scommetterci, assieme ad altre realtà culturali e politiche che intendono muoversi nella stessa direzione, per fare in modo che la nostra città possa riappropriarsi di uno spazio fondamentale per le famiglie e per i commercianti”.

A parlare è il presidente dell’associazione “Ragusa in Movimento”, Mario Chiavola, a proposito della difficile situazione riguardante il centro storico superiore e, in particolare, proprio piazza San Giovanni. “Nelle ultime settimane – aggiunge Chiavola – i riflettori sono stati costantemente puntati sulla zona, ma anche sulle villette comunali. Tutto ciò, però, non ha fatto desistere gli spacciatori e neppure i consumatori di sostanze stupefacenti che continuano a ricercare la droga, pur sapendo che i controlli si sono fatti più consistenti. Questo significa che c’è chi è disposto a tutto pur di procacciarsi l’hashish piuttosto che la marijuana. Qui non è solo un problema delinquenziale. Questo è anche un problema sociale. E sarebbe opportuno che l’Amministrazione comunale, facendo rete con altre realtà competenti, si intestasse una iniziativa di sensibilizzazione tra i banchi scolastici, proprio perché abbiamo appurato che sono sempre più i minori a consumare queste sostanze. Lo abbiamo già detto l’altra volta e lo ripetiamo adesso. La situazione rischia di sfuggirci di mano. E non è assolutamente una buona cosa. Anzi, così facendo si rischia di aggravare il quadro complessivo di un fenomeno per estirpare il quale abbiamo tutti la nostra buona dose di responsabilità. Ecco perché dobbiamo affrontarlo nella maniera più seria possibile per cercare di avviare a soluzione, una volta per tutte, questa grave problematica”.