Scomparso lo stemma di Ragusa creato con le siepi

“Il simbolo araldico di Ragusa, nella parte alta di corso Italia, è ormai un tutt'uno con le erbacce che lo infestano ed è distinguibile a stento. Rappresenta, forse, ciò che la città è diventata: è lo specchio di come è oggi, l’immagine sbiadita di sé, di come era”. Lo dichiara il Consigliere comunale del Laboratorio politico 2.0, Manuela Nicita, di concerto con il portavoce Sonia Migliore. “L’incuria in quella zona a verde di c.so Italia – aggiunge – con la piazza del Salvatore lasciata a se stessa, la zona dell’ex locale City alla villa Margherita quasi una discarica a cielo aperto, l’assenza di manutenzione nelle altre piccole aree di verde pubblico in giro per la città, fanno capire all'osservatore attento quanto interessa a questa Amministrazione comunale prendersi cura, veramente, di Ragusa”.

“Potrebbero sembrare osservazioni pretestuose – continua la Nicita – ma dall'attenzione ad alcuni dettagli dipende, poi, la capacità di occuparsi dei cittadini. Purtroppo ci sembra che tutte le energie e gli sforzi siano concentrati in questi giorni a Marina di Ragusa. Ovvio che il quartiere costiero, che nei mesi estivi si popola fino a diventare una città vera e propria, ha bisogno di cure maggiori, ma questo non può giustificare la mancanza di premure per Ragusa città e i suoi due centri storici. E proprio dallo stemma con l’aquila parte la nostra lamentela. Abbiamo recuperato delle foto degli anni passati per far vedere come era quell'area a ottobre del 2012, a settembre 2015 e com'è oggi. Il rapace aragonese irriconoscibile, siepi ‘spelacchiate’, rose secche, erbacce disseminate qua e là. E che dire, invece, del giardinetto sotto piazza San Giovanni, tra palazzo Ina e la Prefettura? L’altalena è scomparsa, l’erba cresce a dismisura e la fontana, quando l’acqua c’è, è piena di liquami. Questi sono solo un paio di esempi e invitiamo i cittadini a segnalarci tutto ciò che non va”. “Se Piccitto e i grillini che amministrano la città non riescono a occuparsi di queste piccole cose – conclude – come possono pretendere di governare ancora Ragusa?”.