Il Grande Disordine

L'Espresso del 28 luglio 2016 dedica la prima pagina – e altre trenta all'interno - al grande disordine che sta imperversando per il mondo. Dall'Europa all'America, dalla Turchia alla Libia. L'essenziale dell'antica tragedia consisteva nella “catarsi” che essa sapeva produrre. Lungi dall'essere la semplice rappresentazione di sofferenza e sciagure, essa doveva condurre alla conoscenza della loro natura, cosi che noi mortali potessimo esser pronti ad affrontarle. Attraverso il dolore si impara. Cosi inizia il suo intervento Massimo Cacciari.

Una cultura o una civiltà può essere attaccata mille volte e nelle forme più violente, ma la sua crisi è sempre semplicemente il prodotto di contraddizioni e lacerazioni intrinseche al suo assetto. “Attacchi e sfide ambientali fanno anzi crescere organismi vivi e determinano il collasso di culture oramai spente. Se di fronte all'attacco si resiste soltanto, esso si trasforma in assedio. E anche la sacra Ilio alla fine cade. Alla sfida si risponde solo con la potenza riformatrice, imparando dagli errori commessi, rinnovando istituzioni e linguaggi.”

L'Occidente ha continuato a credere all'indubitabile successo della razionalità tecnico-economica-scientifica e tutto ciò si è trasformato in un dogma religioso al quale le sue forme di vita, le sue istituzioni,i suoi principi etici fossero destinati a tutta la “razza umana”, perfetta espressione di “diritti umani”.
“Tale forma di modernizzazione, che si sposava, pure a un nazionalismo di pretta marca occidentale perfettamente estraneo a ogni tradizione islamica, è fallita. Prometteva sviluppo all'occidentale,ha prodotto guerre e miseria. Lo sfascio del golpe turco è emblematico. Segna una svolta definitiva.” Cacciari nella sua spietata analisi della realtà contemporanea si chiede inoltre quale destino attende una civiltà accerchiata da moltitudini immense di proletari, disperati, ma nient'affatto rassegnati, e che avvertono ormai, esattamente come noi “metropolitani”, nel fatto della disuguaglianza un'intollerabile ingiustizia?

La colossale pressione esercitata dal proletariato esterno, si somma e si scontra con i processi di proletarizzazione all'interno, scardinando condizioni e attese di quel ceto medio, che rimane perno di ogni assetto democratico.
“Pensare di poter reggere un ordine globale sulla base degli interessi economici, da regolare al più con qualche lex mercatoria, significa non pensare. La radicale crisi che investe le classi dirigenti occidentali, che si manifesta ogni giorno , non è il prodotto di un attacco di alieni, ma della loro impotenza ad affrontare il salto d'epoca sul terreno proprio, culturale e politico.”
Brexit e la crisi turca sono stati gli ultimi segnali dell'incapacità dell' Occidente di affrontare, le questioni epocali in maniera diversa, le problematiche insite nel processo di globalizzazione che ha di fatto aumentato i fenomeni di esclusione e disuguaglianza.
“ Mefistofele è un potente seduttore; la strada per l'inferno attende le civiltà incapaci di affrontare il pericolo trasformando se stesse”.


Pietro Storniolo