Criminalità in piazza San Giovanni a Ragusa "occorre poliziotto di quartiere"

Far tornare nelle vie del centro storico di Ragusa il poliziotto di quartiere. “L’allarme lanciato su piazza San Giovanni, dove non passa giorno senza che non si registri un arresto, ci deve fare riflettere sul fatto che è arrivato il momento di attuare serie politiche di aggregazione per fare in modo che il centro storico superiore della città di Ragusa possa tornare finalmente a rivivere nella maniera più consona, senza derive delinquenziali che non lasciano tranquilli residenti e commercianti”. A parlare è il consigliere comunale del Movimento civico ibleo, Gianluca Morando. E lo fa mettendo in rilievo una richiesta che già da mesi aveva inoltrato all’Amministrazione Piccitto sollecitando chi di competenza a fare ritornare la figura del poliziotto di quartiere che tanti benefici aveva garantito per la sicurezza nelle zone più densamente abitate del centro storico.

“Accanto a ciò – continua Morando – non possiamo non mettere in rilievo la grande risposta che arriva dalle forze dell’ordine giornalmente impegnati ad effettuare controlli per fare desistere quegli spacciatori che, ancora oggi, cercano di svolgere impunemente la propria attività, rivolgendosi, soprattutto, ai più giovani. Certo, non è solo con la deterrenza che si risolve il problema. Dobbiamo andare alla radice del fenomeno. Attuare iniziative che consentano alla piazza di potere tornare a vivere più volte nel corso dell’anno e non soltanto nelle feste cosiddette comandate. Per questo motivo è necessario uno sforzo supplementare da parte dell’Amministrazione comunale in collaborazione con i commercianti della zona che già, da parte loro, hanno fatto il possibile per cercare di rendere più vivibile l’intero sito. Dobbiamo altresì trovare degli spazi adatti dove si può andare a giocare a pallone senza creare fastidio alle attività che insistono in piazza San Giovanni o in piazza Poste, proprio di fronte a palazzo dell’Aquila. Sono convinto che con la creazione di un tavolo di confronto, che comprenda tutte le sensibilità presenti in città, si possa arrivare alla quadratura del cerchio. Ma per fare questo è necessario instaurare una stagione di dialogo e non rimanere isolati nel proprio guscio. La città ha bisogno di confronti proficui su questa come su altre tematiche e invitiamo l’Amministrazione comunale a farsene carico”.