Pozzallo, arrivati 281 migranti: fermato scafista

Partiti dalla Libia in diversi momenti, 281 migranti sono stati soccorsi e condotti a Pozzallo, dove la Polizia ha già raccolto, notte tempo, gravi indizi di colpevolezza a carico di un presunto scafista senegalese. I responsabili del delitto previsto dall’art. 12 D.Lgs.vo 25.7.1998 nr. 286, concorrevano con altri soggetti presenti in Libia al fine di trarne ingiusto ed ingente profitto, compiendo atti diretti a procurare l'ingresso clandestino nel territorio dello Stato di cittadini extracomunitari. Il delitto è aggravato dal fatto di aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale in Italia di più di 5 persone; perché è stato commesso da più di 3 persone in concorso tra loro; per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale delle persone esponendole a pericolo per la loro vita e incolumità ed inoltre per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale le persone sono state sottoposte a trattamento inumano e degradante. I migranti provenienti dalla dal centro Africa sono stati ospitati presso l’Hot Spot di Pozzallo per essere visitati, identificati e trasferiti in altri centri.

Modalità di soccorso in mare
Alle ore 07.45 del giorno 10.07.2014, la nave “Phoenix” ha individuato un gommone in difficoltà e subito dopo avvistava altre due piccole barche di legno, con all’interno circa 25 persone cadauno, tutti i natanti erano carichi di extracomunitari. Ottenuta l’autorizzazione da IMRCC la nave “Phoenix” si dirigeva verso la posizione indicata per effettuare il salvataggio. Alle ore 10.00 circa giunta sul posto la nave “Phoenix” dichiarava evento SAR ed iniziava le operazioni di salvataggio dei migranti che iniziavano alle ore 10.24 e terminavano alle ore 11.00 con il salvataggio di 112 migranti che erano a bordo di uno dei due gommoni. Alle ore 11.10 la nave “Phoenix” si apprestava ad effettuare il salvataggio dei migranti a bordo del secondo gommone. Alle ore 12.15 terminavano le operazioni di trasbordo dei migranti, per un totale di 45 persone, occupanti le due piccole imbarcazioni di legno e la nave “Phoenix” dirigeva prelevava altri migranti da una nave di passaggio che aveva soccorso un altro gommone.
Al termine del trasbordo la nave Phoenix dirigeva verso il Porto di Pozzallo ove giungeva alle ore 17.15 dell’11.07.2016.

Ordine pubblico ed assistenza

Il lavoro degli agenti della Polizia è sempre molto difficile in quanto bisogna far conciliare le esigenze di ordine pubblico, quelle di Polizia Giudiziaria ed ovviamente l’assistenza ai migranti appena sbarcati che resta prioritaria.
Il Funzionario dirigente del servizio di Ordine e Sicurezza Pubblica della Polizia di Stato, con a disposizione decine di uomini, ha dovuto poi coordinare, le immediate partenze, i trasferimenti dall’Hot Spot ad altre regioni e l’accoglienza di centinaia di migranti.
Le operazioni di sbarco non hanno fatto registrare criticità ed è stata prestata la massima attenzione verso i soggetti che avevano bisogno di cure mediche, in particolar modo diverse donne incinte e minorenni.
Alle procedure hanno partecipato 30 Agenti della Polizia di Stato, nonché appartenenti alle altre Forze dell’Ordine, la Protezione Civile, la Croce Rossa Italiana, Esercito Italiano ed i medici dell’A.S.P. per le visite mediche.
Al riguardo, le attività dell’Ufficio Immigrazione della Polizia di Stato risultavano complesse, dovendo essere espletate in tempi ristretti, così da permettere anche un immediato invio degli ospiti in altre strutture d’accoglienza.
La Polizia Scientifica ha lavorato consequenzialmente senza sosta per le operazioni di preidentificazione e fotosegnalamento, in considerazione dei nuovi arrivi. Si sta procedendo al fotosegnalamento dei migranti sbarcati ed al loro trasferimento ad operazioni ultimate, da parte degli uomini della Polizia di Stato che lavorano senza sosta.

Le indagini

Gli uomini della Polizia di Stato - Squadra Mobile Questura di Ragusa - con la partecipazione di un’aliquota dei Carabinieri e della Guardia di Finanza non hanno ancora concluso le indagini poiché sono molteplici le operazioni di soccorso.
Le indagini della Polizia in questi casi diventano molto complesse, bisogna creare tanti team per quanti sono i natanti tratti in salvo. Anche in quest’ultima occasione è stata registrata la presenza di due piccole barche in legno cariche sempre oltremodo con 25 migranti cadauno.
Sono in corso accertamenti per individuare gli scafisti di questi due eventi anche se, considerato l’esiguo numero dei passeggeri, sarà difficile.
Al termine della prima parte delle indagini, i testimoni già escussi hanno permesso di individuare uno scafista senegalese che ha condotto uno dei gommoni soccorsi. Adesso bisogna attendere la chiusura delle indagini indirizzate a scovare tra i 280 migranti gli altri scafisti dei natanti soccorsi.
Lo scafista già individuato è stato fotosegnalto dalla Polizia Scientifica in quanto autore del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ed è stato condotte presso il carcere di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria iblea.

La cattura

Le indagini condotte dalla Polizia Giudiziaria, hanno permesso anche questa volta di sottoporre a fermo di indiziato di delitto il responsabile del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Al termine dell’Attività di Polizia Giudiziaria, coordinata dalla Procura della Repubblica di Ragusa, gli investigatori hanno infatti ristretto gli scafisti che dopo le formalità di rito e l’identificazione da parte della Polizia Scientifica sono stati condotti presso il carcere di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria Iblea impegnata in prima linea sul fronte immigrazione. Sono ormai quotidiane le udienze di incidente probatorio e quelle che portano alla condanna degli scafisti, rispettivamente per la ulteriore cristallizzazione in sede processuale della prova anche ai fini dibattimentali. Al riguardo molte le sentenze di condanne dell’Autorità Giudiziaria.

Bilancio e attività della Polizia

Nel 2016 sono 88 gli scafisti fermati in provincia di Ragusa. Lo scorso anno sono stati arrestati 150 scafisti dalla Polizia Giudiziaria. Inoltre, sono in corso numerose attività in collaborazione con le altre Squadre Mobili siciliane della Polizia di Stato (coordinate dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine) al fine di permettere scambi informativi utili per gestire indagini sul traffico di migranti dalle coste straniere a quelle Italiane.