Ragusa, proteste per mancata nomina archeologo Distefano

Un coro unanime di proteste ha accolto la notizia della mancata nomina da parte del Governo Regionale, di Giovanni Distefano, già direttore del museo archeologico di Camarina, a dirigente del polo museale di Ragusa che comprende Kamarina, Cava d'Ispica e il Museo archeologico di Ragusa. A capo del polo ibleo è stata infatti nominata la dottoressa Carmela Bonanno, proveniente dal Parco Silvo-Pastorale di Mistretta, mentre Giovanni Distefano ha rifiutato l’incarico di dirigente a Taormina, come gli era stato proposto. Immediate le reazioni sia del mondo politico che di quello imprenditoriale. Giovanni Occhipinti, leader del movimento Insieme, con il sostegno del gruppo consiliare di Ragusa, lamenta infatti che “ancora una volta la deputazione iblea a Palermo ha mostrato la propria inconsistenza e la mancanza di autorevolezza negando, nelle recenti nomine dei dirigenti dei beni culturali, il prestigio indiscusso, la conoscenza del territorio, la capacità di relazione e manageriale del dott. Giovanni Distefano, archeologo, a responsabile del Polo Museale della provincia di Ragusa”.

Mentre ci si aspettava “una riconferma con pieno apprezzamento per il lavoro svolto dall´archeologo ragusana” invece “la politica “mortifica le vere risorse la capacità e la fantasia degli uomini di cultura liberi” e il governo Crocetta in particolare “ha,di fatto, mortificato la professionalità indiscussa di Giovanni Distefano esautorandolo dal ruolo di direttore del museo di Camarina”. Insomma secondo Giovanni Occhipinti e i consiglieri comunali ragusani di Insieme, “registriamo un altro atto contro la comunità ragusana senza che i deputati della nostra provincia, sopratttutto quelli che sostengono il Governatore, abbiano mosso un dito.Per alcuni dirigenti regionali, forse perché solidali con la politica, non è valso il criterio della rotazione mentre per pochi altri, come per il dr. Distefano, si è fatto ricorso alla rigidità della norma: Pertanto il movimento chiede “la revoca della nomina effettuata e il reintegro di chi, nel tempo, senza condizionamenti si è speso per fare conoscere le bellezze e la storia di Camarina”.

Dello stesso tenore il commento del Laboratorio 2.0 secondo cui è “da sottolineare l'inconsistenza del ruolo dei parlamentari regionali dell'area iblea, in particolare quelli che sostengono il dannoso Governo Crocetta, perché continuano a consentire che la nostra provincia venga sistematicamente sminuita”. Dopo aver riconfermato “solidarietà stima e sincero affetto nei confronti di Distefano” il movimento di cui è portavoce Sonia Migliore lancia l’idea di una raccolta di firme per difendere l'archeologo ragusano “per manifestare ai vertici dell'Assessorato regionale ai Beni Culturali e al presidente della Regione Siciliana che non è più possibile svendere l'avvenire della nostra terra sulle spalle di professionisti validi che meritano di essere rispettati e non offesi”. Ma anche le forze imprenditoriali si sono sentite in dovere di intervenire sulla vicenda, come per esempio Confcommercio che, per bocca del direttore Ascm di Ragusa, Salvo Ingallinera, afferma “la nostra provincia continua ad essere defraudata. Non siamo appassionati alle teorie complottistiche.

Ma i fatti, a più riprese, e in più settori, dimostrano che quando è possibile penalizzare il nostro territorio, nessuno si fa problemi. Anzi, avviene in maniera ormai quasi naturale”. Entrando nel merito Ingallinera incalza “abbiamo deciso di intervenire in maniera pesante perché non possiamo fare a meno di pensare quanto possa aiutare il comparto del turismo un polo museale ben gestito e in grado di valorizzare le peculiarità del territorio. E tutto ciò certamente il dott. Distefano avrebbe potuto assicurarlo in quanto profondo conoscitore del territorio. E invece, come se nulla fosse, le legittime attese di un settore ma anche tutte quelle di una vasta area comprensoriale, sono state disattese” e così conclude “come Ascom di Ragusa, dunque, denunciamo con forza l’accaduto, esprimiamo la nostra disapprovazione perché questo contribuisce a penalizzare i nostri operatori del comparto turistico. Chiediamo al presidente della Regione, di rivedere questa decisione. Una cosa è certa: e cioè che scelte inappellabili del genere la dicono lunga sui vari tentativi di boicottaggio di cui è stata e sarà costellato il futuro del nostro territorio”. (da.di.)