Un microchip contro la cecità al San Raffaele di Milano

Un microchip all'interno dell'occhio per restituire una certa capacità visiva a un paziente affetto da cecità. E' quello che potrà essere impiantato nell'Unità di Oculistica e Oftalmologia dell'Ircss dell'ospedale San Raffaele di Milano, diretta dal professor Francesco Maria Bandello, una delle diciotto strutture di eccellenza del gruppo ospedaliero San Donato.

Il microchip si chiama Alpha Ams ed è prodotto dalla compagnia tedesca Retina Implant AG. Tale dispositivo, destinato a persone che hanno perso la vista durante l'età adulta a causa di alcune gravi malattie ereditarie, come la retinite pigmentosa, può ripristinare la percezione della luce e delle forme di oggetti e persone circostanti. Si tratta del sistema di visione artificiale in assoluto più evoluto al mondo, che può restituire al paziente una visione indipendente da supporti esterni (come telecamere o occhiali).

Il funzionamento del microchip si basa sulla sostituzione dei fotorecettori della retina (cioè le cellule che servono per vedere) tramite un fotodiodo, un microscopico apparato elettronico in grado di trasformare la luce in uno stimolo elettrico. Il microchip è grande circa 3 millimetri (poco più di una capocchia di spillo) e contiene 1500 sensori. Esso viene inserito al di sotto della retina, con un delicato intervento chirurgico, in modo da stimolare il circuito nervoso che naturalmente collega il cervello all'occhio: in questo modo sostituisce l'attività delle cellule malate, ormai non più funzionanti.