Il Referendum in Gran Bretagna

Il risultato del referendum tenutosi il 23 giugno in Gran Bretagna ha lasciato esterrefatti milioni di cittadini in tutto il mondo. Le reazioni che si sono avute e che probabilmente rimarranno vive per molto tempo riguardano tanti aspetti e non solo economici.
La città “inglese” che risente di più di questo risultato negativo è Londra con oltre otto milioni di abitanti dove la gran parte della popolazione è “straniera”, (con la più grande comunità di nostri connazionali all’estero, circa 500 mila italiani) che ha un sindaco , Sadiq Khan, laburista, musulmano , figlio di un immigrato pachistano e ardentemente europeista, il quale avverte il governo britannico, che al tavolo dei negoziati con Bruxelles vuole sedere anche lui. Non è un caso che è in corso la proposta di una petizione ,- per chiedere l’indipendenza - magari non avrà alcun effetto, che tuttavia riflette lo stato d’animo dei londinesi. Anche Scozia e Irlanda del Nord stanno cercando di posizionarsi in maniera diversa dal risultato del referendum.
Il terremoto che continua a produrre scosse, ha consentito di raccogliere quasi tre milioni di adesioni on-line ad una petizione che, chiede al Parlamento Inglese l’approvazione di una legge , che consenta la ripetizione di un referendum, se il risultato è inferiore al 60 per cento dei voti e l’affluenza alle urne è inferiore al 75 per cento. Condizioni entrambe applicabili al referendum sulla UE, che ha visto prevalere il Brexit con il 52 per cento e un’affluenza del 72 per cento.
Una generazione di giovani nata e cresciuta senza confini si sentono traditi: Sono il mondo dell’Erasmus: sogni, amori, amici, gioie e delusioni li hanno incontrato spesso viaggiando per l’Europa, senza passaporto. Sono i giovani che vivono sui social che hanno un pianeta senza frontiere.
I prossimi mesi saranno decisivi per capire che tipo di crisi il mondo ha davanti. Ad ogni modo per l’economia britannica e globale – e non solo - , le conseguenze di questa scelta – il Brexit - non passeranno inosservate.

Pietro Storniolo