Ragusa, "A tutto volume" chiude con il Gesù di Corrado Augias

Chiusura alla grande per la settima edizione del festival dei libri A tutto volume che ha richiamato animato ed appassionato i ragusani e non solo per l’intero fine settimana, dal pomeriggio di venerdì alla serata di domenica. E a rendere la chiusura ancor più memorabile la lectio di Corrado Augias che ha parlato della figura storica di Gesù, presentando il suo libro (Le ultime 18 ore di Gesù) e presentato a sua volta da un compunto ma irrefrenabile Saro Distefano. Ad ascoltarlo, nella serata che si andava facendo sempre più fresca, ma che non ha provocato defezioni, migliaia di persone che hanno riempito per oltre la metà lo stupendo scenario di piazza Duomo a Ragusa Ibla e che probabilmente non si sarebbero stancate, fatto inusuale per la innata ritrosìa ragusana, di intervenire e di porre domande sul Cristo. Un pubblico che ha ascoltato inizialmente in silenzio la contestualizzazione storica sociale e politica della Giudea sotto Ponzio Pilato, prefetto dell’imperatore Tiberio, e subito dopo il racconto serrato delle ultime 18 ore di vita del Nazareno, dall’arresto serale del giovedì al processo notturno alla crocifissione alla morte sul Golgota alle 15 del venerdì. Un pubblico che ha ascoltato dicevamo in silenzio accogliendo l’invito di Augias a non applaudire ma che alla fine, grazie all’invito liberatorio di Saro Distefano, ha tributato un caloroso partecipe e commosso, sia per credenti che non, tributo all’autore relatore. Il cui compito, quello di presentare forse la più complessa figura del mondo e della storia, nel corso dei secoli, partendo da una dichiarata visone agnostica e non cattolica, è stato quello, perfettamente riuscito, di porgerci un Gesù non edulcorato dalla successiva dottrina, non buono o buonista ma profeta arso dal fuoco delle sue convinzioni, non cristiano ma pienamente ebreo, che non si perita di cacciare in malo modo i mercanti dal tempio, ma che al tempo stesso invoca Giuda a compiere quel che deve essere compiuto, e che alla fine esala l’ultimo respiro e l’ultima invocazione a suo padre celeste per averlo abbandonato. (daniele distefano)