I truffatori della "falsa eredità" avevano già tentato il colpo

I due truffatori che nei giorni scorsi hanno fatto una vittima a Modica, lo stesso giorno avevano tentato di truffare un'altra persona, sempre in città, questa volta però senza riuscirvi. La notizia è venuta fuori solo adesso e a raccontare quanto accaduto è la stessa vittima, dopo essere venuta a conoscenza della notizia della donna ottantenne alla quale i malfattori avrebbero portato via 5 mila euro in contanti e perfino qualche gioiello. I fatti sarebbero avvenuti lo stesso giorno, la mattina del 3 giugno scorso, verosimilmente prima che i due truffatori mettessero a segno l'altro colpo. Intorno alle 10.45 l'uomo, un signore di mezza età, mentre camminava a piedi nei pressi di via Aldo Moro, è stato avvicinato da un'auto, di colore grigio chiaro metallizzato, piuttosto datata, alla cui guida si trovava un signore distinto, questi dopo avere accostato, gli ha chiesto informazioni su un medico, voleva sapere se per caso lo conoscesse, dove avrebbe potuto trovarlo, perchè lo cercava per un motivo molto importante. La vittima designata, ha detto di non conoscere il nome di quel medico, ma nel frattempo è sopraggiunto un signore, alto, vestito con giacca e cravatta che "casualmente" si è fermato vicino all'auto e fingendo di parlare al telefono cellulare con una sua paziente ha fatto intendere palesemente di essere un medico. A questo punto la vittima stessa ha consigliato al suo interlocutore di chiedere a lui se per caso conoscesse il collega medico e così è stato. Il finto medico, complice dell'automobilista, ha detto sì di conoscere il medico ma ha anche aggiunto che purtroppo questo era morto un anno fa. Da qui la truffa è entrata nel vivo, l'automobilista, ha raccontato di essere figlio di un emigrante di origini modicane, proprietario di una industria di cioccolato in Svizzera e che suo padre ormai molto anziano aveva espresso il desiderio di lasciare in eredità 150 mila euro al medico che cercava di rintracciare disperatamente. A questo punto il truffatore con il suo racconto ha coinvolto la vittima e il finto medico e li ha invitati a salire in macchina. Qui in bella vista c'era un portafogli pieno di soldi contanti e il truffatore ha invitato la sua vittima a prenderne se gli fossero serviti, ma questi ha rifiutato e allo stesso tempo ha cominciato ad avere qualche sospetto. Il malfattore poi ha aggiunto che la restante somma dell'eredità era in una valigetta nel cofano dell'auto e che adesso non sapeva cosa farsene. Apprezzando l'onesta della sua vittima che aveva rifiutato il denaro, al finto "benefattore" è venuta un'idea, avrebbe dato a lui e al finto medico, 25 mila euro ciascuno e avrebbe devoluto in beneficenza il resto della somma (centomila euro) destinandoli a tutti i poveri della città di Modica. Ma a questo punto bisognava rivolgersi ad un notaio a cui affidare la pratica e per questo gli sarebbero serviti dei soldi, la vittima però ha dichiarato di non avere alcun conto corrente e di non avere la disponibilità di contanti. A questo punto i due si sono rassegnati ed hanno subito fatto scendere l'uomo dall'auto lasciandolo nei pressi di via Resistenza Partigiana, poi hanno fatto perdere le loro tracce. I due truffatori questa volta non avevano scelto bene la loro vittima.