Ispica e Pozzallo: spiagge iblee alla ribalta nazionale

Risultati soddisfacenti con sorpresa finale quelli venuti fuori da uno studio condotto sulle spiagge del litorale ibleo ed in particolare ad Ispica e Pozzallo che anche quest'anno hanno visto, insieme a Ragusa l'assegnazione della Bandiera blu. I rilevamenti sono stati presentati da Legambiente a Ravenna in occasione del convegno "La gestione delle spiagge: processi costieri e sostenibilità turistica" promosso come ogni anno dal Gruppo nazionale per la ricerca sull'ambiente costiero, mentre gli studi sono stati condotti dai Circoli di Legambiente di Ispica e Ragusa. Nel corso dei lavori, i riflettori sono stati puntati anche sulle coste iblee, la delegazione locale del Cigno Verde era composta dai biologi Antonino Duchi del circolo ragusano “Il carrubo”, da Monica Giampiccolo e dalla naturalista Natalia Carpanzano, entrambe del circolo “Sikelion” di Ispica. Essi, nelle loro esposizioni, si sono ampiamente serviti di appositi pannelli di sintesi e si sono soffermati su due laboratori di beach litter cioè di campionatura dei rifiuti. Il primo ha avuto luogo lo scorso 14 marzo presso le spiagge pozzallesi di Raganzino e Pietre Nere, con il coinvolgimento di alcuni studenti del locale Istituto d’istruzione superiore “G. La Pira” nell’ambito del progetto “Un mare d’ambiente”. Il secondo, invece, si è svolto lo scorso 11 aprile, lungo la spiaggia di S. Maria del Focallo, nei pressi del torrente Favara; ad esso hanno preso parte alcuni studenti dell’Istituto d’istruzione superiore Curcio” di Ispica. Sempre nell’ambito di “Un mare d’ambiente”, poi, i tre esponenti del Cigno Verde hanno illustrato una terza indagine, sulla percezione turistica delle spiagge pozzallesi. E qui la sorpresa: proprio nel corso del laboratorio promosso da Legambiente Ispica, sulla spiaggia calandrina si è scoperto il nido di un Charadrius alexandrinus, noto anche come “fratino eurasiatico”. Si tratta di una scoperta clamorosa, poiché il piccolo volatile è classificato come a rischio estinzione, nella Lista rossa degli uccelli nidificanti in Italia. Tale scoperta, peraltro, potrebbe avere un buon ritorno anche sotto il profilo turistico, rientrando tra i titoli per la concessione del marchio Bandiera blu.