Ragusa, le opposizioni contro le tasse di Piccitto

Fuoco incrociato sul sindaco di Ragusa Federico Piccitto da parte delle opposizioni per l’eccessiva pressione fiscale messa in atto dall’amministrazione. I consiglieri del Pd, Mario D’Asta e Mario Chiavola hanno infatti già presento al presidente del consiglio comunale un atto di indirizzo per chiedere di “ridurre l’Imu sulla seconda casa di un punto percentuale e di eliminare o ridurre la Tasi sulla seconda casa prima che il bilancio di previsione arrivi alla discussione in aula”. Nel loro documento i due esponenti dem ricordano che “il 13 aprile scorso in Consiglio comunale, si è votato a maggioranza l’aumento di circa il 120% del canone idrico a carico dei contribuenti ragusani. Non era una tassa e quindi è stato possibile aumentarla per come è avvenuto. Ma cionondimeno questa situazione peggiora in città il quadro complessivo riguardante l’aumento della pressione fiscale che in questi ultimi anni non risulta più sostenibile, con una lievitazione eccessiva di tutti gli importi”. D’Asta e Chiavola constatano che “nel caso dell’inevitabile aumento del canone idrico, se è pur vero che vi era il rischio di potere essere sanzionati in caso di mancato adeguamento da parte del Comune, è altrettanto vero che notevole risulta essere la responsabilità dell’Amministrazione comunale per non avere ridotto significativamente la dispersione idrica, per non avere lavorato sulla sistemazione definitiva delle condutture idriche, per non avere contrastato l’evasione sulle bollette e il grave fenomeno dell’allaccio abusivo, tutti fattori che hanno determinato un drastico aumento del canone idrico stesso”. Pertanto ritengono che “sia indispensabile trovare tutti gli strumenti e i mezzi per fare recuperare ai nostri concittadini questo salasso di cinque milioni di euro determinato dall’aumento del canone idrico” e visto che “il Governo nazionale nell’ultima legge di stabilità ha eliminato Imu e Tasi sulla prima casa con le dovute misure compensative imponendo, altresì, agli enti locali territoriali di non aumentare le tasse” tuttavia concludono che “tale indicazione, evidentemente, a Ragusa non hanno voluto seguire”. Da parte sua il movimento Territorio provocatoriamente invita il sindaco Piccitto a ricevere lui gli utenti arrabbiati e a gestire in prima persona le file di cittadini che ogni giorno si recano al Comune per lamentarsi delle bollette idriche. Territorio prende atto che “in questi giorni abbiamo visto cartelle idriche che superano i 2mila euro. Assurdo. I dati noti nel 2015 (quindi relativi all’anno prima) mostravano una situazione nazionale con una media poco più alta di 300 euro e, nel 2013, a Ragusa si pagavano circa 240 euro l'anno. Come ci si è arrivati a bollette da oltre 2mila euro in così poco tempo?”. Inevitabile il giudizio negativo per “un’amministrazione incompetente che improvvisa atti e regolamenti, che non pensa alle conseguenze delle proprie azioni”. Già nei giorni scorsi sempre il movimento creato dall’ex sindaco Nello Dipasquale, attuale deputato regionale del Pd, aveva fortemente criticato il sindaco Piccitto per “la ricerca di alibi in materia di rifiuti”. Il riferimento era alla mancata realizzazione della quarta vasca di conferimento presso il sito della discarica di Cava dei Modicani. A proposito della quale, secondo Territorio, “il ragionamento di Piccitto è: anche se avessimo predisposto tutto il necessario per una quarta vasca, le lungaggini della Regione non avrebbero consentito di realizzarla in tempo”. La conclusione di Territorio è che “se il progetto della quarta vasca (eliminato dai 5 stelle dal Piano triennale delle Opere pubbliche) avesse camminato parallelamente al nuovo bando per i rifiuti oggi, almeno, avremmo una soluzione. Temporanea, certo, ma utile al bisogno. Invece non c’è la quarta vasca, non si è realizzato l’innalzamento della terza, il nuovo servizio di raccolta dei rifiuti è ancora lontano dal partire e la quota della differenziata è rimasta invariata a come l’avevamo lasciata”. (da.di.)