Pastorale Ragusa, Giubileo dei malati

Tra le iniziative predisposte dall’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute in occasione della celebrazione straordinaria del Giubileo dei malati che si terrà domenica 12 giugno in Cattedrale a Ragusa, uno degli appuntamenti fortemente voluti da don Giorgio Occhipinti, direttore dell’Ufficio, è la santa messa che sarà celebrata oggi, martedì 7 giugno, alle 16,30, al reparto di Oncologia dell’ospedale Maria Paternò Arezzo. “La mia vocazione sacerdotale – afferma don Occhipinti – è nata nel 1985 mentre svolgevo il servizio di volontariato in Oncologia all’ospedale Civile. Se oggi sono sacerdote, è grazie ai malati”. Alla celebrazione sarà presente anche il cappellano ospedaliero del Paternò Arezzo, don Salvatore Giaquinta. “I malati – aggiunge ancora don Occhipinti – attraverso la viva partecipazione al mistero pasquale, possono trasformare la loro sofferenza in un momento di grazia per sé e per gli altri, trovando nel dolore e nella malattia una vocazione ad amare di più, una chiamata a partecipare all’infinito amore di Dio per l’umanità. Come Pastorale della Salute abbiamo organizzato in preparazione al Giubileo dei malati alcuni momenti di solidarietà con le varie forme di fragilità sino al prossimo 10 giugno. Saranno interessati ospedali, case di cura, Rsa e case di riposo”. Al Giubileo di domenica prossima sono particolarmente invitati a partecipare tutti gli ammalati, i diversamente abili, gli anziani e i loro familiari; gli operatori sanitari che a diverso titolo operano negli ospedali, nelle case di cura, nelle Rsa, nelle case di riposo (medici, infermieri, personale ausiliario); i volontari che svolgono un servizio nelle strutture sanitarie, nelle associazioni, nelle case di riposo e gruppi che si occupano di ammalati e diversamente abili; gli operatori pastorali impegnati in strutture sanitarie e nelle parrocchie: parroci e collaboratori, membri delle cappellanie ospedaliere (cappellani, religiosi, diaconi, laici), ministri straordinari della Comunione eucaristica.