Comune di Ragusa multato per mancanza di democrazia partecipata

E' sicuramente destinata a far discutere la notizia diffusa in queste ore da "Laboratorio Politico 2.0" sulla sanzione comminata al Comune di Ragusa dall'Assessorato alle Autonomie locali della Regione Sicilia. Il Comune capoluogo, secondo quanto reso noto dal Movimento politico, avrebbe ricevuto una multa per la somma di 64.424 euro, per la mancata adozione di forme di democrazia partecipata, come prevede il comma 1 dell'art. 6 della legge regionale numero 5 del 2014. Secondo questa legge, in materia di assegnazioni finanziarie ai Comuni, è obbligatorio spendere almeno il 2% delle somme trasferite, in forme di democrazia partecipata, utilizzando strumenti che coinvolgano la cittadinanza per la scelta di azioni di interesse comune.

Un paradosso, evidenzia Laboratorio Politico 2.0, se si pensa che l'amministrazione ragusana, pentastellata, ha fatto della democrazia diretta e partecipata, una delle sue bandiere di propaganda, con meet-up, gruppi su facebook, whatsapp, piattaforme e quant'altro che però, evidentemente, non sono "democratici" per come intende la legge. Una beffa, aggiungiamo noi, se si pensa che ad introdurre l'emendamento, datato aprile 2015, sulla sanzione per i Comuni che non destinano il 2% dei trasferimenti regionali alle varie forme di partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa e diventato legge all'interno della Finanziaria regionale del 2014, sono stati proprio i deputati del Movimento 5 Stelle, Giorgio Ciaccio e Claudia La Rocca.

Siamo certi che l'Amministrazione Piccitto avrà da ridire sulla multa che è stata comminata al Comune, ma intanto oltre 64 mila euro rischiano di perdersi, in barba alla democrazia partecipata, quella destinata a tutti i cittadini.