Ingiurie dehors mercati rionali ed amarezze nel teatrino 5 Stelle

Sarebbe comico, se non fosse penoso, il teatrino tutto interno al gruppo consiliare 5 stelle che è stato messo in scena nella sede istituzionale della commissione sviluppo economico con ripercussioni anche esterne a suon di comunicati stampa tra il presidente dell’organo consiliare Maurizio Porsenna e il suo collega di gruppo Salvo Dipasquale. Durante la commissione, che non si riuniva da tempo, Dipasquale aveva recriminato sul fatto che avesse chiesto già nel novembre 2015 una convocazione della commissione per discutere della istituzione di un nuovo mercato rionale in viale del Fante senza che vi venisse dato riscontro dal presidente della stessa. Ne era seguita una accesa diatriba tra Porsenna e Dipasquale con un intervento, per niente chiarificatore e risolutivo, anzi tutt’altro, del capogruppo grillino Brugaletta, a cui si era aggiunta la polemica da parte dei consiglieri di opposizione, Mirabella, Migliore, Castro, Marino che alla fine avevano abbandonato la seduta provocando la mancanza del numero legale e quindi la conclusione.

E invece di chiudere là con la brutta figura, il presidente Porsenna se ne esce con un comunicato stampa in cui parla di “spettacolo indegno offerto dalle opposizioni e da Dipasquale, nella Commissione Sviluppo Economico” e si sente in dovere di “rassicurare tutti gli operatori del settore, i commercianti, che l'iter per la riforma del regolamento dei dehors procede senza intoppi visto che l'Amministrazione e gli uffici competenti, come sempre, stanno lavorando con solerzia per modernizzare e snellire l'intero sistema dei dehors".

A quest’ultimo proposito, sia detto per inciso, durante la seduta di commissione il dirigente ed i funzionari hanno candidamente confessato come non fosse a loro conoscenza di alcun progetto dell’amministrazione relativo appunto ai dehors. Ma del resto, vien da chiedersi, Dipasquale non aveva chiesto, seppur in maniera extra regolamento, la discussione sul piano dei mercatini rionali? E comunque anche Dipasquale, con un suo comunicato, replica a Porsenna affermando che “il Presidente della sesta commissione lo spettacolo indegno lo ha creato proprio lui, non solo non convoca le commissioni da mesi, ma al suo esordio in commissione non riesce neanche a gestirla” e spiega che “seppure il regolamento prevede che la richiesta di convocazione venga fatta da almeno 1/3 dei suoi componenti, mi viene da pensare, ma in maggioranza questi problemi neanche dovrebbero sussistere? Invece no, si preferisce mettere a tacere le mie proposte perchè ritenute scomode, il Presidente dal canto suo poteva accogliere bonariamente la mia richiesta, di fatti le commissioni servono proprio a questo, per discutere e confrontarsi, questa proposta è frutto di alcune considerazioni e richieste di alcuni ambulanti che ritenevano interessante la proposta anche che per riattivare quella parte della città che merita un suo sviluppo”.

Intanto, a coronamento di questo baillame, giunge anche notizia di un ‘ripensamento’ del consigliere 5 stelle Dario Gulino la cui amarezza potrebbe far presagire un desiderio di dimissioni dalla carica e fors’anche dal movimento stesso. Gulino parla “di un assessore che non si vuole o non si può mandare via, protetto, forse, da qualche potere forte che governa nell’ombra la nostra città… di primo anno di lentezza amministrativa giustificata da inesperienza, di un secondo anno di appello alla disastrosa situazione economica, ma ora senza motivazioni perché l’attività amministrativa sia bloccata…di carico fiscale e tributario ai limiti della sopportazione…di voto sbagliato sulla tassa di soggiorno in appoggio all’amministrazione…di incapacità di fondo che denota come certi amministratori si sono divertiti nell’abbondanza senza riuscire a imporre una corretta programmazione… di bilancio di cui non c’è l’ombra senza aver rispettato il termine del 30 aprile…di tanti servizi in sospeso, per l’impossibilità di utilizzare fondi di bilancio e di garantire servizi essenziali”. Gulino conclude con l’invito al sindaco Piccitto “di non cercare più persone competenti al suo fianco, ma di limitarsi all’ordinaria amministrazione, anche con persone inadatte al ruolo, per non arrecare ulteriori danni alla città e ai cittadini, badando alla sopravvivenza per gli ultimi due anni di sindacatura”. Insomma “tra il non saper fare e il fare male, meglio non far nulla. Inutile aprire la scatoletta di tonno se si è vegani.” Sconsolata considerazione, altro che ‘miracolo nella 34ma strada’ qui siamo ai miracolati a 5 stelle! (da,di.)