Teatro Concordia, Corte di Cassazione dà ragione al Comune di Ragusa

La Corte di Cassazione ha capovolto il giudizio della Corte di Appello di Catania in merito all’indennità di espropriazione dell’ex cinema Marino, ormai diventato per tutti Teatro della Concordia, ripescando il nome ottocentesco con cui era stato battezzato al suo nascere. Ripercorriamo, sulla scorta dei dati forniti da una nota ufficiale di palazzo dell’Aquila, velocemente i fatti per rendere chiaro il travagliato iter dello storico stabile: nel 2007 il Comune con proprio decreto aveva disposto l’espropriazione del Teatro La Concordia, realizzato intorno al 1888, nonché del fabbricato adiacente, depositando le relative indennità di esproprio, per la somma complessiva di € 1.330.000,00 (di cui €1.111.000,00 per il Teatro e € 219.000,00 per il fabbricato adiacente). Tali indennità non erano state accettate dai proprietari che proposero opposizione avanti la Corte di Appello di Catania, che, con sentenza n. 481/2011, valutò il Teatro € 1.890.000,00 ed il fabbricato € 263.000,00. Pertanto, per effetto di tale sentenza il Comune dovette depositare la maggiore differenza attraverso il riconoscimento di un debito fuori bilancio dell’importo complessivo di € 905.325,50 (di cui € 856.611,88 per il Teatro ed € 48.713,62 per l’appartamento adiacente). Invece, con l’attuale pronunciamento della Corte di Cassazione, viene cassata la sentenza della Corte di Appello, che aveva basato il suo giudizio sul criterio di trasformazione del Teatro ad abitazione e uffici, ritenendo non idoneo a determinare il valore di mercato il criterio della capitalizzazione del reddito utilizzato dal Comune. A seguito della sentenza del tribunale di ultima istanza quindi il Comune ora riavrà la somma di € 905.325, 50 che aveva depositato presso la Cassa Depositi e Prestiti, ma che non era stata ancora svincolata. E sulla vicenda si sente in dovere di intervenire il deputato regionale del Pd Nello Dipasquale che rivendica come, da sindaco della città, avesse deciso che far rientrare il Teatro tra il patrimonio cittadino era importante non solo per non perdere un pezzo della storia di Ragusa, ma anche e soprattutto per dotare la città di un teatro comunale nel centro storico, rendendo questo progetto tra i punti principali del proprio programma. Dipasquale, contento per la notizia, confessa però di essere “amareggiato perché l’attuale Amministrazione comunale fa bene ad informare la cittadinanza del risultato, ma purtroppo dimentica di dire tanto altro. Per esempio che il ricorso l’aveva proposto e avviato l’ex sindaco Nello Dipasquale (nel 2007 avevo dato mandato agli uffici di resistere in giudizio contro il ricorso degli ex proprietari e nel 2011 di ricorrere contro la decisione della Corte di Appello di Catania) e che il sindaco Piccitto è stato bravo solo a bloccare la progettazione e la realizzazione del Teatro”. L’ex sindaco Dipasquale conclude affermando che “la comunicazione onesta che mi sarei aspettato dal Comune sarebbe dovuta essere la seguente: l’Ente rientra in possesso delle somme temporaneamente accantonate per l’esproprio dell’ex Cinema Marino, grazie all’azione dell’ex primo cittadino Nello Dipasquale che con determinazione non si è arreso alla decisione della Corte d’Appello, mentre grazie all’inerzia del sindaco Piccitto la città continua ad essere senza un teatro insistendo in modo scellerato nell’interruzione dell’iter per consegnare a Ragusa il Teatro Comunale”. (da.di.)