Area Popolare Ispica su ricorso contro ripascimento costa ispicese

Il Coordinamento di Area Popolare di Ispica interviene nuovamente, a distanza di poche settimane, sulle problematiche che attanagliano la fascia costiera ispicese, non mancando di esprimere grande disappunto in merito all’indiscrezione, trapelata ufficiosamente ed annunciata dal presidente di AP Mariagiovanna Gradanti, di un ricorso al TAR presentato da Legambiente contro l’esecuzione dei lavori di ripascimento morbido e messa in sicurezza dell’arenile e delle coste ispicesi.
“Apprendiamo – da canali non ufficiali, purtroppo – che Legambiente avrebbe presentato ricorso al TAR contro il progetto di contrasto all’erosione costiera e ripascimento morbido del litorale ispicese: questo fatto desta in noi grande malcontento per le sorti delle nostre spiagge, delle infrastrutture e delle tante abitazioni dei nostri concittadini minacciate in modo sempre più pressante dall’avanzata del mare.
Oltre che contestare il merito, dissentiamo fermamente sul metodo; ciò che ci lascia basiti è, infatti, l’assordante silenzio delle parti in causa: né Legambiente, né il Comune di Ispica hanno inteso informare i cittadini su quanto avviene a suon di carte bollate su un tema che sta decisamente a cuore agli ispicesi, su cui si giocano le sorti del turismo e della vivibilità della nostra zona rivierasca”.
“Solo quindici giorni fa – prosegue Gradanti - ci vedevamo costretti, tramite una nota del nostro consigliere Quarrella, a denunciare l’immobilismo dell’Amministrazione comunale di fronte allo sgretolarsi della litoranea; adesso un’altra tegola si abbatte sul destino delle nostre coste: il ricorso al TAR di Legambiente, infatti, getta le basi per un nuovo, gravissimo stop dei lavori di ripascimento e contrasto all’erosione basati su un progetto che – lo ricordiamo – è stato approvato da tutti gli organi preposti e ritenuto meritevole di ulteriori finanziamenti per il suo completamento.
Esortiamo con forza il sindaco Muraglie a prendere una posizione chiara e netta di fronte a quella che ha tutta l’aria di una ritorsione politica più che ideologica o tecnica: si lascino fuori le polemiche e le vendette, si pensi al bene delle nostre spiagge e si difenda con forza il progetto di ripascimento nelle sedi opportune. L’immobilismo, in una questione di tale importanza, non è contemplato come opzione”.